Un uomo di 71 anni di Latina si trova ricoverato in condizioni critiche al Policlinico Gemelli di Roma a causa della forma neuroinvasiva del virus West Nile. La vicenda è stata resa nota dalla figlia, che ha annunciato azioni legali per presunti ritardi e sottovalutazioni nella diagnosi. L’odissea dell’uomo è iniziata a fine giugno con problemi intestinali e febbre alta, trattati prima al pronto soccorso del Santa Maria Goretti e poi alla clinica San Marco.
Nonostante la febbre persistente e lo stato di alterazione, la struttura sanitaria ne aveva inizialmente disposto le dimissioni. È stata la stessa familiare a bloccare il rientro a casa dopo che l’anziano è crollato a terra in clinica, in preda ad allucinazioni. La famiglia ha quindi organizzato il trasferimento d’urgenza a Roma tramite un’ambulanza privata a proprie spese. Giunto al Gemelli, gli specialisti hanno identificato l’infezione da West Nile, riscontrando però che il quadro era ormai in fase acuta. I medici romani hanno confermato che le condizioni del 71enne restano stabili nella loro gravità e a rischio di precipitare in qualsiasi momento.
Nel mirino dei familiari ci sono i ritardi del presidio pontino e la centralizzazione degli esami virologici al solo istituto Spallanzani. «Denuncerò l’accaduto affinché nessun’altra famiglia debba vivere un incubo del genere», ha dichiarato la figlia dell’uomo.