“Voglio tornare a casa, promettimi che mi porterai a casa”. E’ stato questo l’ultimo desiderio di Gessica Pochetti, 55 anni, di Verolanuova scomparsa lo scorso 28 dicembre a seguito di una grave e rara malattia oncologica.
L’ultimo desiderio
Desiderio raccolto ed esaudito dall’amica Saida , da tutti i colleghi e dall’equipe dirigenziale dell’Rsa “Gambara Tavelli” di Verolanuova. Che non l’hanno mai lasciata da sola, nemmeno nell’ora più buia. Gessica aveva 55 anni. Dopo una vita segnata da diverse tribolazioni, aveva trovato la sua stabilità e serenità nella casa di riposo di Verolanuova, dove era impiegata come Ausiliaria socio assistenziale da ormai 16 anni. I suoi colleghi erano in effetti la sua grande famiglia. Fino alla fine.
Gessica
Gessica lavorava con entusiasmo ed energia, non era sposata e non aveva figli, così nel suo tempo libero si dedicava alla sua grande passione: la vita “di campagna”.
“Le piaceva tantissimo stare nelle natura – ha ricordato Saida – le piaceva fare lunghe camminate nei campi, andare a funghi, pescare, raccogliere lumache e erbe selvatiche tutto quello che aveva a che fare con la vita all’aria aperta, era molto forte e infaticabile”.
Era forte e infaticabile, Gessica: quando ha iniziato a stare male, ed è arrivata la diagnosi, nessuno poteva crederci. E invece, una forma molto aggressiva di una rara malattia oncologica, in soli cinque mesi l’ha consumata. Dopo aver affrontato con l’energia che la contraddistingueva tutte le cure e le terapie, armata di una incrollabile speranza, ha appreso che lo stadio della malattia era tale che non le restavano che le cure palliative. I medici le avevano consigliato il ricovero all’Hospice di Pontevico. Ma il suo ultimo desiderio era un altro.
“Non voglio andare all’Hospice, voglio restare a casa mia”.
La mobilitazione dell’intera equipe della Gambara Tavelli
Davanti a questa richiesta, tutti i colleghi e la dirigenza dell’Rsa Gambara Tavelli non hanno avuto dubbi, non ci hanno pensato nemmeno un secondo e immediatamente si sono prodigati per starle accanto, direttamente a casa sua. Una mobilitazione totale: non solo la dirigenza ha procurato il letto, e tutti gli strumenti medico-assistenziali di cui Gessica aveva bisogno, ma ha lasciato che tutti i colleghi – infermieri come Saida e Asa – organizzassero i turni al lavoro in modo da riuscire a garantire alla loro amica un’assistenza continua di 24 ore al giorno per ben due interi mesi.
Un gesto corale e straordinario. In un periodo festivo dove tutto diventa più caotico, i colleghi di Gessica, la dirigenza dell’Rsa non hanno avuto dubbi: le sono stati accanto come solo una famiglia, seppur non convenzionale, sa fare. L’hanno accudita e curata, sbrigato le faccende di casa, fatto la spesa e più di ogni altra cosa non l’hanno lasciata mai sola.
“Vogliamo ringraziare di cuore il presidente dell’Rsa Gambara Tavelli Giuliano Tirelli, il coordinatore Marco Scaroni e tutto il direttivo che in tempi record hanno procurato tutto il materiale che serviva per l’assistenza domiciliare di Gessica – ha raccontato Saida – Inoltre hanno agevolato tantissimo i turni di noi colleghi perché potessimo stare vicino a Gessica”.
“Vogliamo ringraziare di cuore la dottoressa Elena Montani dell’Hospice di Pontevico che ha assistito Gessica nell’ultimo periodo”,
ha proseguito ancora Saida che insieme ai colleghi, col cuore gonfio di dolore, vuole ringraziare tutti quelli che a diverso titolo e in diverso modo si sono presi cura della loro collega, anzi della loro amica Gessica, tra cui anche l’equipe medica degli Spedali Civili di Brescia, i primi ad averla in cura. Del resto Gessica si è meritata questa grande affezione nei suoi confronti: forte ed energica ha sempre teso una mano a chi aveva bisogno, molto generosa e sempre pronta a mettersi in gioco, quello che poteva fare per gli altri lo faceva senza indugio, senza cerimonie, col sorriso sulle labbra.
“E’ sempre stata molto disponibile, generosa, a livello umano era davvero molto attenta e sensibile alle esigenze e ai bisogni del prossimo – prosegue l’amica – era una grande lavoratrice, non si è mai lamentata di niente ed ha sempre svolto il suo lavoro con piacere ed energia”.
Gessica è stata male il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre, e il 28 è passata oltre tra le braccia dei suoi cari. Il 31 c’è stato il funerale, nella parrocchiale di Verolanuova.
“Vogliamo ricordare la nostra amica Gessica – ancora Saida – vogliamo ricordare la sua forza, la sua energia, il suo attaccamento alla vita che l’ha fatta sperare fino all’ultimo momento e il suo grande cuore: speriamo tanto che, ovunque lei sia, le faccia piacere il nostro ricordo”.