Viterbo ha proclamato il lutto cittadino per la morte dei quattro militari coinvolti nell’incidente aereo avvenuto in Bosnia-Erzegovina. L’elicottero dell’Esercito Italiano è precipitato il 29 ottobre 2026 durante un’attività addestrativa, causando la morte dell’equipaggio.
Tra le vittime figurano il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Hanno perso la vita anche i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, militari dell’Aviazione dell’Esercito legati alla comunità viterbese.
La vicinanza della città
Il Comune ha disposto per il 30 ottobre 2026 l’esposizione delle bandiere a mezz’asta su Palazzo dei Priori, sede dell’amministrazione, e sugli altri edifici pubblici. L’ordinanza invita cittadini, istituzioni, associazioni, organizzazioni sociali e attività del territorio a manifestare il proprio cordoglio con momenti di raccoglimento e comportamenti improntati alla sobrietà.
La sindaca Chiara Frontini ha espresso, a nome dell’amministrazione e della città, le condoglianze alle famiglie dei due sergenti legati a Viterbo e a quelle delle altre vittime. La prima cittadina ha ricordato il dolore della comunità e la vicinanza ai colleghi e a quanti hanno condiviso con i militari il percorso umano e professionale.
Le disposizioni per il 30 ottobre
Anche l’assessore ai rapporti con le Forze Armate e alla città militare, Giancarlo Martinengo, ha manifestato il proprio cordoglio. Nel suo messaggio ha sottolineato il legame personale e professionale con il mondo dell’Aviazione dell’Esercito e si è stretto alle famiglie delle vittime, agli amici e ai colleghi coinvolti dalla tragedia.
Con la stessa ordinanza, il Comune invita gli organizzatori di eventuali manifestazioni ed eventi pubblici programmati nella giornata a rispettare il carattere luttuoso della ricorrenza, evitando iniziative non consone al momento di dolore. Alle scuole del territorio viene inoltre rivolto l’invito a osservare un minuto di raccoglimento in memoria dei quattro militari deceduti.