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Villa Pamphili, Kaufmann condannato all’ergastolo

La Corte d’Assise di Roma ha disposto anche tre anni d’isolamento diurno per la morte di madre e bambina

Villa Pamphili, Kaufmann condannato all’ergastolo

Francis Kaufmann è stato condannato all’ergastolo e a tre anni di isolamento diurno per il duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. La sentenza è stata pronunciata dalla prima Corte d’Assise di Roma dopo oltre quattro ore di camera di consiglio.

I corpi di Trofimova, 28 anni, di origine russa, e della bambina, di appena 11 mesi, erano stati trovati il 7 giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili, a Roma. La donna si trovava sotto un telo nero, tra gli oleandri, mentre la figlia era poco distante, vicino a una siepe. Le due vittime erano state individuate a pochi metri l’una dall’altra.

Le contestazioni della Procura

Kaufmann, cittadino statunitense noto anche con l’alias Rexal Ford, era accusato di duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dal rapporto di discendenza con la figlia. A queste contestazioni si aggiungeva l’occultamento di cadavere.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Roma. I pubblici ministeri di piazzale Clodio avevano chiesto la stessa pena poi stabilita dalla Corte. Nel corso della requisitoria, l’accusa aveva descritto Kaufmann come una persona fredda, lucida e manipolatrice, escludendo l’incapacità di intendere e di volere. Secondo il pm, l’uomo sarebbe riuscito a ingannare anche gli agenti che lo avevano fermato mentre si trovava ubriaco in strada con la bambina.

La difesa aveva invece chiesto l’assoluzione per entrambi i capi d’imputazione, sostenendo che non fosse stata raggiunta la prova della responsabilità. L’avvocato Paolo Foti aveva sottolineato l’assenza di quelle che ha definito prove decisive, tra cui impronte digitali dell’imputato sui corpi di madre e figlia.

La ricostruzione dei fatti

Secondo la ricostruzione della Procura, Anastasia Trofimova sarebbe stata uccisa intorno al 2 giugno, mentre la figlia sarebbe morta tre o quattro giorni più tardi. Gli accertamenti medico-legali hanno indicato il soffocamento come causa della morte della donna e lo strangolamento per la bambina.

Le indagini si erano concentrate su Kaufmann dopo il ritrovamento dei corpi. L’uomo aveva conosciuto Trofimova a Malta e si era poi trasferito con lei a Roma. Dopo la perdita dell’alloggio, la famiglia aveva iniziato a vivere in condizioni precarie, trascorrendo le notti nel parco. Gli accertamenti hanno inoltre ricostruito diversi controlli delle forze dell’ordine: l’ultimo risaliva al 5 giugno, quando la donna era già morta e Kaufmann si trovava con la figlia, visibilmente ubriaco. Per l’accusa, un’intervento più efficace avrebbe potuto salvare la bambina.

Dopo il ritrovamento, Kaufmann era fuggito in Grecia. È stato arrestato il 13 giugno sull’isola di Skiathos, quindi estradato in Italia e trasferito nel carcere di Rebibbia. Durante il processo ha continuato a dichiararsi innocente. La condanna riguarda il duplice omicidio e l’occultamento dei cadaveri contestati dalla Procura.