Aosta (AO)

Valanga della Tsanteleina, ad Aosta il nodo del meteo

Tre testimoni hanno descritto neve, visibilità e condizioni del pendio; calendario verso la decisione entro dicembre.

Le condizioni meteorologiche e nivologiche del 13 aprile 2023, giorno della tragedia sul colle della Tsanteleina, sono state al centro dell’udienza del processo celebrato al Tribunale di Aosta. Quel giorno una valanga travolse e uccise le aspiranti guide alpine Sandro Dublanc, 43 anni, maestro di sci di Champorcher, Elia Meta, 36 anni, finanziere del Sagf di Entrèves, e Lorenzo Holzknecht, 38 anni, campione di sci alpinismo.

Imputato per omicidio colposo plurimo è Matteo Giglio, 52 anni, istruttore dell’uscita e unico sopravvissuto. In aula sono stati ascoltati tre testimoni, chiamati a riferire sulle condizioni riscontrate nell’area della valanga e sulle fasi successive all’incidente.

Le ricostruzioni sulle condizioni in quota

La guida alpina Renzo Recanzone ha raccontato di avere accompagnato, lo stesso giorno, due clienti tedeschi verso la Punta Paletta. Secondo la sua testimonianza, la salita si era svolta senza particolari difficoltà. Al mattino il cielo era sereno, mentre nella zona del colle iniziava a formarsi una maggiore nuvolosità. La guida non aveva inoltre rilevato segnali di pericolo evidenti, né distacchi spontanei né cedimenti del manto nevoso.

Daniele Ollier, finanziere in servizio alla stazione del Sagf di Entrèves, ha invece riferito dell’arrivo di Giglio all’aeroporto di Aosta dopo il recupero. In quella circostanza, l’istruttore avrebbe indicato il luogo dell’incidente e spiegato che la parte sinistra del pendio era stata considerata potenzialmente pericolosa. Per questo, il gruppo aveva deciso di scendere dal versante destro. Ollier ha riferito anche che Giglio aveva definito la situazione gestibile.

Il terzo testimone, Mathieu Vallet, gestore del rifugio Benevolo di Rhêmes-Notre-Dame, ha descritto condizioni favorevoli nella zona nei giorni dell’incidente. A suo dire, il tempo era freddo e sereno nelle prime ore della giornata e le condizioni consentivano lo svolgimento delle escursioni. Vallet ha parlato anche di una nevicata di circa 4 o 5 centimetri proprio nella giornata della tragedia.

Il calendario del dibattimento

La ricostruzione delle condizioni ambientali si inserisce nel procedimento che dovrà stabilire eventuali responsabilità nella scelta dell’itinerario e nelle modalità di discesa. La pubblica accusa contesta a Giglio, tra gli altri aspetti, una condotta ritenuta non sufficientemente prudente nell’attraversamento del canalone dove si verificò il distacco. La difesa sostiene invece la correttezza delle decisioni assunte durante l’escursione.

La prossima udienza è fissata per il 27 ottobre alle 14.30, quando sarà ascoltato un ulteriore testimone. Seguiranno la citazione della difesa e le dichiarazioni spontanee dell’imputato, passaggi destinati a chiudere la fase istruttoria. Il 10 novembre alle 11.30 sono previste la discussione e le conclusioni del pubblico ministero. L’ultima udienza, dedicata alla difesa, è stata indicata per il 1° dicembre, con orario ancora da confermare. L’obiettivo del giudice è arrivare alla sentenza entro metà dicembre.