Il parroco della chiesa Regina Pacis di Anguillara Don Paolo Quatrini e una folla silenziosa hanno accolto poco dopo le 14 la bara di Federica Torzullo, la donna uccisa a coltellate dal marito Claudio Carlomagno. Tanti i mazzi di fiori nella chiesa del paese vicino Roma dove il sindaco, Angelo Pizzigallo, ha proclamato per oggi il lutto cittadino.
“Il giorno prima che sparisse abbiamo preso il caffè insieme e parlato di lavoro e delle vacanze di Natale”, racconta Elisabetta Misiano, collega e amica di Federica, poco prima dell’inizio della cerimonia. “Venerdì mattina poi la aspettavamo ma quando non l’abbiamo vista non ci siamo preoccupati. Mai avremmo pensato a una tragedia del genere”. Federica non parlava della sua sfera privata, dice. “Parlavamo del figlio, di come ha gestito la sua carriera ma non ha mai parlato del marito, né in bene né in male”. Non si sapeva della separazione. “Era molto riservata, allegra, sensibile. E custodiva quel grande segreto. Ricordo il suo grande sorriso”.
L’omelia di Don Paolo Quatrini
“Un volto luminoso, il suo sorriso. Federica é sempre stata audace e determinata”. Così nell’omelia don Paolo Quatrini saluta in una chiesa gremita Federica Torzullo, la donna uccisa a coltellate dal marito Claudio Carlomagno. L’ultimo saluto nella parrocchia Regina Pacis di Anguillara Sabazia, vicino Roma. Fuori, nel piazzale, colleghi e colleghe attendono l’uscita del feretro con palloncini colorati. “Sono legato a Federica da tanti anni, abbiamo fatto un percorso scout insieme, che per qualche anno ha fatto anche suo figlio” di 10 anni. Anni “spensierati”, dice il parroco, che ricorda di “aver avuto anche la gioia e il dono di celebrare” le nozze della donna. “Si vedeva la forza, il coraggio, l’intraprendenza ma anche il tratto gentile”. Era evidente, per il parroco, “che non poteva essersi allontanata volontariamente”. Ora é necessario fare leva “sui sentimenti cristiani. Stringiamoci intorno alla famiglia”.