Un 64enne è stato denunciato dai Carabinieri Forestali per aver causato colposamente un incendio di 1500 metri quadrati a Fortunago. Il rogo, innescato da alcuni abbruciamenti di sfalci di vite sfuggiti al controllo, è stato domato dai Vigili del Fuoco.
Distrutti 1500 metri quadrati di bosco
Quello che doveva essere un comune intervento di pulizia agricola tra i filari delle vigne si è trasformato in un disastro ambientale che ha richiesto l’intervento d’urgenza dei soccorsi. Un incendio di vaste proporzioni ha colpito lo scorso 22 marzo la località Polinago, nel comune di Fortunago, mandando in fumo oltre 1500 metri quadrati di patrimonio boschivo.
Il punto d’innesco
L’allarme è scattato immediatamente dopo la segnalazione dei Vigili del Fuoco di Pavia, impegnati nelle difficili operazioni di spegnimento delle fiamme che stavano risalendo il versante boscoso. Una volta domato il rogo e messa in sicurezza l’area, sono entrati in azione i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Zavattarello.
Attraverso un’attenta analisi del terreno e la ricostruzione della dinamica, i carabinieri hanno individuato il punto d’innesco: una catasta di legna composta da residui di potatura (sfalci di vite) situata in un campo agricolo immediatamente adiacente alla fitta vegetazione.
Individuato il responsabile
Le indagini, condotte con rapidità nei giorni successivi all’evento, hanno portato all’identificazione del responsabile: si tratta di un uomo di 64 anni residente a Milano, proprietario dei terreni confinanti. Messo davanti alle evidenze raccolte dai forestali, ha ammesso le proprie responsabilità.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il proprietario stava effettuando diversi abbruciamenti di scarti agricoli quando, complici probabilmente il vento o la secchezza del terreno, una scintilla è sfuggita al controllo propagandosi rapidamente verso il bosco. È stato lo stesso 64enne, una volta compresa la gravità della situazione e avvistata la colonna di fumo, a richiedere il tempestivo intervento dei soccorsi.
Incendio boschivo colposo
Nonostante il ravvedimento operoso e la chiamata ai soccorsi, la gravità del danno ambientale ha portato a conseguenze penali inevitabili. Il 64enne è stato infatti denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica.
Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 423 bis, comma 2, del Codice Penale: incendio boschivo colposo. Le autorità colgono l’occasione per ricordare che, specialmente in prossimità di aree protette o boschive, le operazioni di abbruciamento devono seguire norme rigide e condizioni meteo favorevoli per evitare che una pratica agricola quotidiana si trasformi in un crimine contro il territorio.