La Città di Torino informa i cittadini che sta circolando un tentativo di truffa attraverso messaggi telefonici.
La truffa dei presunti transiti in Ztl
Gli sms segnalano presunti transiti in zona a traffico limitato (ZTL) non autorizzati, con l’invito a pagare l’ipotetica sanzione scontata utilizzando un finto sito web di PagoPA. Il messaggio che sta circolando è questo: “Transito ZTL non autorizzato. Sconto 30% entro 5 giorni: paga €6,88 su https://*************.
Si tratta di un tentativo di frode chiamato smishing per ottenere pagamenti fraudolenti o per rubare dati personali o codici di accesso. L’invito che sarà diffuso anche attraverso i social della Città, è a non cliccare sul link e a non chiamare alcun numero che non sia reperito attraverso il sito internet ufficiale di Gtt e della Polizia Locale di Torino.
La Città di Torino, la Polizia Locale, Gtt e PagoPA NON inviano messaggi per comunicazioni di questo genere su eventuali violazioni per i transiti in ZTL e comunque non richiedono contatti urgenti tramite numeri a pagamento o link. Si consiglia quindi a chi ricevesse questa comunicazione di non cliccare sul link indicato, non rispondere al messaggio, eliminandolo, e non fornire dati personali o bancari.
La campagna contro le truffe
Proprio per tutelare, prevenire e contrastare le truffe la Polizia Locale della Città di Torino ha avviato, lo scorso 17 novembre, la campagna di comunicazione “La Truffa si camuffa” e una serie di incontri formativi sul territorio e nei luoghi aggregativi come centri anziani, bocciofile, giardini e Asl.
Le prossime date da segnarsi che vedranno la presenza dell’assessore alla cyber security della città di Torino Marco Porcedda e alcuni agenti del Corpo di Polizia Locale di Torino sono: lunedì 18 maggio, alle 16.30, all’interno del salone della Chiesa S. Remigio, in via Chiala 14 e giovedì 21 maggio nella sede di MO.I.CA. Piemonte, l’Associazione di Promozione Sociale, in via Giolitti 21, alle 15.30.
Iniziative che mettono in guardia sia dagli inganni di ultima generazione che arrivano attraverso gli strumenti digitali, come email o messaggi telefonici che invitato a cliccare un collegamento per carpire password o denaro, sia da raggiri messi in atto da persone che si fingono tecnici, familiari della vittima, personale incaricato di far firmare dei documenti o automobilisti che hanno subìto un danno allo specchietto dell’auto.