Un guasto all’auto, la ricerca urgente di assistenza e un pagamento anticipato da 500 euro. È il copione della truffa denunciata da una coppia di residenti in provincia, rimasta in panne lungo l’Autostrada A15, nel territorio comunale di Berceto, durante una giornata di agosto caratterizzata da temperature elevate.
Gli automobilisti hanno utilizzato lo smartphone per cercare il servizio di recupero veicoli più vicino. Tra i risultati del motore di ricerca è comparso un sito apparentemente riconducibile a un’agenzia di soccorso stradale. Il portale, secondo quanto ricostruito, era invece un sito civetta realizzato per intercettare le richieste di aiuto e indirizzarle verso i truffatori.
Il pagamento prima dell’arrivo del mezzo
Dopo il contatto telefonico, un operatore dai modi professionali avrebbe preso in carico la richiesta, simulando la geolocalizzazione del veicolo e l’attivazione di un mezzo di soccorso. Poco dopo, ai due automobilisti sarebbe stato chiesto di versare anticipatamente 500 euro, giustificando la cifra con tariffe d’emergenza e costi di uscita eccezionali.
Sotto la pressione della situazione, la coppia ha effettuato il pagamento a distanza attraverso un link fornito dall’interlocutore. Una volta ricevuto il denaro, però, il centralino ha smesso di rispondere e il numero utilizzato per i contatti è stato disattivato. Sul luogo del guasto non è mai arrivato alcun carro attrezzi.
Resisi conto di essere stati raggirati, gli automobilisti hanno dovuto contattare un servizio regolare per poter recuperare il veicolo. In seguito si sono rivolti ai Carabinieri della Stazione di Sala Baganza, presentando una querela e fornendo agli investigatori gli elementi relativi al sito, alle comunicazioni telefoniche e al pagamento effettuato.
Le indagini sui conti e sulle utenze
Le verifiche sono state avviate attraverso il tracciamento della somma versata e l’analisi delle utenze telefoniche utilizzate durante la trattativa. Gli accertamenti sui flussi finanziari e sui conti correnti avrebbero consentito ai militari di ricostruire il percorso del denaro e di risalire ai presunti responsabili.
Al termine dell’attività, i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà due uomini di 24 e 51 anni, entrambi residenti fuori regione e già gravati da precedenti di polizia. I due dovranno rispondere dell’accusa di truffa in concorso e sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria. La loro posizione dovrà ora essere valutata nelle successive fasi del procedimento.
Il caso si inserisce nel fenomeno delle frodi realizzate attraverso siti web e inserzioni ingannevoli, con richieste di pagamento effettuate prima dell’invio del mezzo. La vicenda mostra come, in una situazione di emergenza, il ricorso ai primi risultati sponsorizzati presenti online possa esporre gli automobilisti a operatori privi di collegamenti con i servizi ufficiali.