Hanno cercato di farsi consegnare gioielli e denaro fingendosi appartenenti all’Arma, ma il piano è fallito grazie alla reazione della vittima e al tempestivo intervento dei militari. È accaduto a Camerino, dove una pensionata di 84 anni e la figlia di 56 sono state prese di mira da due uomini, arrestati poco dopo dai carabinieri della Compagnia locale.
La truffa è iniziata con una telefonata sulla rete fissa dell’abitazione. I due si sono presentati come carabinieri e hanno raccontato alle donne che si era verificata una rapina in una gioielleria di Macerata. Un fatto che, secondo quanto ricostruito, non era mai avvenuto e che sarebbe stato utilizzato come pretesto per ottenere la loro collaborazione.
La videochiamata per vedere gioielli e contanti
Durante la conversazione, i malviventi sono riusciti a farsi dare anche il numero di cellulare delle donne. Attraverso una videochiamata avrebbero quindi cercato di controllare a distanza quali oggetti d’oro e somme di denaro fossero presenti in casa. L’obiettivo era preparare il successivo intervento nell’abitazione, facendo leva sull’autorità attribuita alla divisa e sulla paura di un possibile arresto.
Poco dopo, i due si sono presentati davanti alla casa della pensionata e della figlia. Con la minaccia di arrestarle se non avessero mostrato e consegnato i loro oggetti preziosi, hanno tentato di portare a termine la truffa. La donna più anziana, però, ha reagito dichiarando di voler parlare direttamente con la stazione dei carabinieri. Di fronte alla sua richiesta, i falsi militari si sono allontanati senza riuscire a ottenere quanto cercavano.
L’intervento dei militari e gli arresti
La fuga è durata poco. I carabinieri della Compagnia di Camerino, allertati dopo il tentativo, hanno intercettato i due uomini nelle vicinanze dell’abitazione. In manette sono finiti un 39enne di Torre del Greco e un 23enne di nazionalità romena residente a Sant’Antonio Abate. Per entrambi è scattato l’arresto con l’accusa di tentata estorsione.
Il comandante della Compagnia, capitano Angelo Faraca, ha ricordato che nessun appartenente alle forze dell’ordine o dipendente di un ente pubblico chiede denaro, gioielli o altri beni per evitare un arresto. In caso di telefonate o visite sospette, l’invito è a mantenere la calma, non consegnare nulla, interrompere la conversazione e contattare il 112 oppure la stazione dei carabinieri più vicina.
I militari hanno inoltre ribadito che nessun carabiniere chiede alle persone di raggiungere sedi lontane o insolite con motivazioni d’emergenza. Un invito di questo tipo può servire a far uscire la vittima dall’abitazione e a consentire ai complici di entrare e svaligiarla. La raccomandazione, quindi, è verificare sempre l’identità degli interlocutori attraverso i canali ufficiali e non assecondare richieste di denaro o preziosi.