Cazzago San Martino (BS)

Tescoma, a Cazzago San Martino si prepara la ripartenza

Il sindaco autorizza il ritorno degli operai nelle aree non danneggiate, mentre una parte dello stabilimento resta sotto sequestro.

A Cazzago San Martino si apre una prospettiva di ripresa per l’attività della Tescoma, l’azienda colpita da un grave incendio nove giorni prima. Il sindaco Fabrizio Scuri ha firmato un’ordinanza che definisce le condizioni e i tempi degli interventi necessari per rendere nuovamente operativo lo stabilimento, sulla base degli accertamenti eseguiti dai Vigili del Fuoco e dall’Arpa.

Il rogo ha distrutto una porzione del fabbricato di circa 3.700 metri quadrati. L’area interessata è ancora sottoposta a sequestro per disposizione dell’Autorità giudiziaria e, secondo quanto emerge dalle verifiche effettuate, potrebbe essere necessario procedere con una demolizione controllata della parte maggiormente danneggiata.

Le condizioni per il rientro

La situazione appare invece diversa nelle restanti aree della grande azienda manifatturiera. Al momento non risultano motivi di sicurezza tali da impedire la prosecuzione dell’attività industriale, ma il rientro dei lavoratori sarà possibile soltanto dopo un’ulteriore verifica delle strutture non colpite dalle fiamme. L’accertamento dovrà confermare che gli ambienti siano idonei e che siano state adottate tutte le misure necessarie.

L’ordinanza impone inoltre la messa in regola dell’impianto antincendio. I lavori dovranno essere completati entro 180 giorni, vale a dire sei mesi, con la possibilità di una proroga della stessa durata. Solo una volta completati gli interventi e verificata la sicurezza delle strutture sarà possibile procedere al ritorno degli operai nelle aree non danneggiate.

La gestione dei rifiuti

Il provvedimento comunale prevede anche l’avvio di un procedimento amministrativo dedicato alla rimozione e alla gestione dei rifiuti prodotti dall’incendio. Gli uffici competenti dovranno individuare gli interventi necessari, i soggetti eventualmente obbligati e le modalità con cui effettuare le operazioni di smaltimento e messa in sicurezza dei materiali.

Il sindaco Scuri ha spiegato che l’ordinanza è stata adottata dopo i pareri dei Vigili del Fuoco e dell’Arpa e che la ripresa dell’attività resta legata alla verifica della porzione di edificio non danneggiata e all’attuazione delle misure di sicurezza. La parte dello stabilimento distrutta dal rogo rimane invece separata dal resto del complesso e sottoposta ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria.