Una serata con una buona partecipazione di pubblico per dire si alla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici come proposto nel prossimo referendum costituzionale.
L’incontro
Giovedì all’istituto Leone Dehon di Monza l’associazione Territori e Sussidiarietà guidata dal consigliere comunale di Monza Pierfranco Maffé e dal consigliere regionale di FI Jacopo Dozio ha organizzato un incontro con quattro figure di riferimento per i Comitati del sì come l’avvocato Giulio Gallera, consigliere regionale di Forza Italia e presidente del “Comitato del Sì-Enzo Tortora”, l’avvocato Raffaele Della Valle, difensore di Enzo Tortora ed ex vicepresidente della Camera dei Deputati, l’avvocato Marco Negrini, presidente della Camera Penale di Monza. Nel corso dell’evento è stata trasmessa anche una video-intervista al professore Nicolò Zanon, ex giudice ed ex vicepresidente della Corte Costituzionale, nonché docente costituzionalista dell’Università Statale di Milano e presidente del “Comitato Sì Riforma”.
«Questo è un momento importante per la democrazia e dobbiamo avere il coraggio di portare avanti queste azioni per il bene di noi cittadini e delle future generazioni votando sì – ha detto il consigliere regionale Dozio – Non dobbiamo cedere alle opposizioni che giudicano questa riforma sbagliata solo perché al momento solo il 4% dei PM decidono di diventare poi giudici. Separare le carriere vuol dire garantire una giustizia più equa».
Parole accolte da un lungo applauso a cui si sono sommate le testimonianze dei relatori.
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«Credo da sempre che nei Tribunali è necessario avere un giudice terzo tra accusa e difesa e che possa decidere con indipendenza se le accuse rivolte a un imputato siano corrette oppure no. Il caso Tortora è emblematico dell’assenza di una tale equanimità» ha sottolineato Della Valle.
Sulla stessa linea di pensiero è anche il professor Zanon, nella sua lunga intervista con Dozio, dove ha sottolineato anche l’importanza del sorteggio dei magistrati.
Mentre l’avvocato Negrini ha evidenziato come «l’Italia è l’eccezione alla regola in ambito Occidentale, perché in tanti altri Paesi i percorsi di PM e giudici sono differenti, come ad esempio in Spagna o in Francia».
«Quello che intendiamo ottenere è la vittoria di una battaglia di civiltà garantendo la libertà dei cittadini. Ecco perché dobbiamo votare convintamente sì» ha aggiunto Gallera.
Non sono mancate domande dal pubblico e a moderare abilmente la serata hanno provveduto Dozio e Maffé, mentre all’apertura del convegno si sono tenuti i saluti istituzionali di Giuliano Ghezzi, segretario cittadino di Monza di Forza Italia, e del consigliere comunale di Monza Andrea Arbizzoni di Fratelli d’Italia