Il Consiglio comunale di Taggia si schiera sul “costruendo” biodigestore. Il parlamentino ha votato all’unanimità una mozione che riguarda la famigerata discarica di servizio integrata nel progetto destinato a chiudere il ciclo dei rifiuti in provincia di Imperia.
Il No del Consiglio comunale all’apertura della discarica di servizio anticipata
In sostanza, il parlamentino ha impegnato il sindaco Mario Conio e il suo esecutivo a farsi promotori presso gli enti incaricati, del mantenimento delle finalità originarie per l’impianto. In pratica, a impegnarsi affinché la Provincia non proceda con l’apertura anticipata della discarica di servizio. Un’eventualità che puntualmente ritorna sul tavolo del dibattito, rilanciata in primis dallo stesso presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola. La mozione anticipa quella che il consigliere di Progettiamo il Futuro a Taggia e PD in provincia Gabriele Cascino presenterà domani in consiglio provinciale. Con le stesse finalità.
Se da un lato l’apertura anticipata e l’utilizzo improprio della discarica potrebbe portare a uno “sconto” sulla TARI per i cittadini della Riviera dei Fiori, emergono diverse criticità. Che più volte il sindaco Conio ha sottolineato. A cominciare dal fatto che il progetto prevede una discarica per ospitare dall’8% al 10% di rifiuti inertizzati dopo tutte le altre procedure di trattamento. Pericoloso un utilizzo improprio dello spazio. Un problema anche dal punto di vista burocratico, con la dilatazione dei tempi e l’esposizione di tutto l’iter per il project financing ai ricorsi di chi non ha partecipato proprio perché il programma prevedeva la costruzione di tre componenti integrate e inscindibili: biodigestore, separatore e discarica.
L’interpellanza di Progettiamo il Futuro
La mozione evolve dall’interpellanza presentata da Progettiamo il Futuro in cui la minoranza chiedeva al sindaco – consigliere provinciale – lumi sulla solidità finanziaria del progetto per costruire il biodigestore, sul cronoprogramma (messa in funzione prevista a maggio 2027) e sulle compensazioni monetarie rivolte al comune di Taggia. Le preoccupazioni nascono dalla porta in faccia sbattuta al socio finanziatore USA dalla Waste Recycling Imperia, l’azienda che ha in capo il project financing. Un rifiuto maturato per criticità nella documentazione finanziaria del socio in pectore e che ha portato a salutare circa 20 milioni di euro.
In uno scenario in cui appare evidente la difficoltà della WRI ad accedere al credito per completare l’opera. Lo stato dell’arte: il cantiere è iniziato (lavori affidati a febbraio 2025) ma procedono a rilento. Come aveva già espresso a La Riviera, il sindaco Conio ha ammesso anche all’assise di essere preoccupato. Al momento il cronoprogramma è lo stesso, ma la possibilità è che tra qualche mese possa sforare oltre i termini previsti. Se il progetto naufragasse definitivamente, gli scenari sarebbero due: continuare a portare i rifiuti indifferenziati nel Savonese, al costo di circa 9 milioni di euro all’anno (e rincari TARI) o costruire un’altra discarica.
Un’eventualità che il sindaco Conio ha già definito un passo indietro di 30 anni, a cui oltretutto Taggia non è più disposta a prestarsi. Infine, Taggia – che ospita la discarica esaurita di Collette Ozotto – ha percepito parte delle risorse collezionate con le multe elevate ai comuni che non raggiungono il 65% di differenziata. Risorse, negli ultimi anni, in calo. Con la messa in funzione del biodigestore percepirà nuovamente le royalties.