Roma (RM)

Sigilli al Piper, carenza di sicurezza dopo la strage di Crans-Montana

Dopo la strage di Crans-Montana, controlli serrata nei luoghi di ritrovo

Sigilli al Piper, carenza di sicurezza dopo la strage di Crans-Montana

Sigilli al Piper, la storica discoteca della Capitale che a febbraio ha compiuto 60 anni dalla sua nascita. Il locale di via Tagliamento è stato sottoposto a sequestro preventivo, nell’ambito della campagna di controlli sulla sicurezza della movida scattati in tutta Italia dopo la strage di Capodanno a Crans-Montana. Il sequestro dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria.

All’interno, la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali, rischi sotto il profilo dell’evacuazione, assenza di certificazioni e un numero di persone presenti più alto rispetto al consentito. Dalla storica discoteca romana viene intanto sottolineata la ‘piena collaborazione per chiarire ogni aspetto. La sicurezza del pubblico e del personale rappresenta da sempre la priorità assoluta del locale.

Il Piper, dalla sua apertura, il 17 febbraio 1965, è stato il contraltare italiano di quello che altri club sono stati per la Swingin’ London o per New York, San Francisco e Los Angeles: un luogo di incontro dove i nuovi giovani, “i capelloni” della generazione ye-ye, potevano finalmente trovare un luogo dove ascoltare dal vivo i gruppi beat, dove i fan si dividevano tra l Equipe 84 e i Rokes, i più famosi, insieme a Mal dei Primitives, di quella numerosa colonia di emigrati inglesi che non ce l’avevano fatta a casa e avevano trovato fortuna in Italia. Al Piper andavano tutti: da Moravia a Schifano ai ragazzi qualunque, per le ragazze la minigonna era d’obbligo, c’era chi andava dal sarto per farsi i pantaloni a zampa e svasati e chi le cose trendy le comprava a Carnaby Streets. Poi c’erano i Collettoni e le Collettine, i ballerini di Rita Pavone di cui facevano parte Renato Zero e Loredana Bertè, in sala dominavano Mita Medici e Patty Pravo, la “ragazza del Piper” per eccellenza.

In tanti hanno vissuto in questo locale il loro romanzo di formazione. E poi i concerti mitici, come quelli dei Pink Floyd e dei Procol Harum, dei primi gruppi del Progressive italiano. Ma la ‘Piper Generation’, nata nel pieno boom italiano, non è fatta solo di fermenti musicali, è intrisa anche di aria nuova e voglia di libertà negli anni in cui si comincia a parlare di divorzio, aborto ed educazione sessuale nelle scuole, mentre l’Italia è ancora indietro, e bacchettona, così come la realtà del costume italiano. Nasce anche la ‘pipermoda’, una moda beat che porta ad aprire il primo emporio d’abiti giovanili, tutti dal Regno Unito, in piazza Euclide.