Un presunto tentativo di rapimento in una scuola dell’infanzia a Roma. Un episodio avvenuto in un istituto del quartiere Monteverde che, stando ad alcune chat di genitori, sarebbe stato replicato anche in una scuola non lontana, nella zona dei Colli Portuensi. Il caso risale a mercoledì, quando una donna si è presentata alla scuola Oberdan, in largo Ravizza, sostenendo di essere una babysitter e di dovere prendere una bambina di tre anni. La donna, secondo quanto sostengono alcuni testimoni, aveva anche una foto della piccola sul suo cellulare.
Gli insegnanti, insospettiti perché non avevano mai visto prima quella persona, le hanno chiesto di mostrare la delega dei genitori della piccola. La donna avrebbe finto di non comprendere la richiesta mostrando segni di nervosismo. A quel punto sono stati subito allertati la madre e il padre della bimba. “Non abbiamo incaricato nessuno di prendere nostra figlia”, la risposta data alle maestre che hanno fatto subito scattare l’allarme contattando il 112. Nel frattempo, però, la finta babysitter si era già allontanata dal plesso scolastico facendo perdere le proprie tracce. I genitori della bambina hanno presentato denuncia e la polizia ha avviato indagini per risalire all’identità della donna.
Un episodio del tutto simile, con le stesse modalità, sarebbe avvenuto anche alla Lola Di Stefano in zona Colli Portuensi così come reso noto anche dal capogruppo della Lega in Campidoglio, Fabrizio Santori. Su quanto accaduto è intervenuto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che si è “congratulato” con le insegnanti della Oberdan per “la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati”. Il ministro ricorda che “la normativa vigente esclude la possibilità di uscita autonoma in particolare per i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia che vanno sempre riconsegnati ai genitori o a chi è da questi delegato. Bene hanno fatto anche le dirigenti a ricordare a docenti e famiglie le regole vigenti. È importante accertare ora i responsabili del gravissimo atto e le loro motivazioni”. Per la vicepresidente della Commissione Scuola di Roma Capitale Rachele Mussolini, quanto avvenuto “è un segnale d’allarme a dir poco inquietante”