Toscana

Scritte sui palazzi, denunce in arrivo per i manifestanti

Oltre 50 messaggi comparsi dopo il corteo saranno rimossi con il via libera della Soprintendenza.

È cominciata la rimozione delle oltre 50 scritte comparse a luglio sui muri di abitazioni, palazzi, attività commerciali, cassonetti e arredi urbani. Tra le prime a essere cancellate c’è quella, particolarmente evidente, sulla facciata della Prefettura, dove erano state tracciate le parole assassini e, accanto, Sbirri assassini.

Gli interventi sono stati avviati dopo il via libera della Soprintendenza. L’assessora Elena Del Rosso aveva dato indicazioni per procedere già dal giorno successivo alla comparsa delle scritte, ma il lavoro ha richiesto tempi tecnici, risorse e una valutazione specifica per gli edifici sottoposti a tutela. Secondo una prima stima, la pulizia costerà al Comune diverse migliaia di euro.

Le indagini dopo il corteo

Le scritte erano apparse dopo una manifestazione organizzata in città per chiedere giustizia per Abderrahim Fakir, morto a Bologna durante un’operazione delle squadre Volanti. Al corteo, lanciato sui social, avevano partecipato circa 250 persone provenienti dai collettivi e dall’area anarchica. Il raduno era fissato intorno alle 19.30 alla stazione; da lì il gruppo aveva attraversato via Santa Marta, con arrivo in piazza San Silvestro.

Secondo la questura, alcune delle scritte sarebbero state realizzate anche durante lo svolgimento della manifestazione. La Digos ha esaminato le immagini registrate dalle telecamere cittadine e le riprese effettuate dagli agenti presenti. Al termine degli accertamenti sono attese le prime denunce, che potrebbero riguardare non soltanto l’imbrattamento di edifici storici, ma anche il travisamento e l’oltraggio.

Il costo della pulizia

La vicenda ha riacceso il tema dei danni provocati dalle scritte sui muri e delle spese necessarie per rimuoverle. L’assessora Del Rosso ha sottolineato che le risorse impiegate per la pulizia avrebbero potuto essere destinate ad altri interventi, definendo gli episodi un danno per l’intera comunità pisana. La posizione dell’amministrazione è che gli slogan non rappresentino una forma di libertà di espressione, ma un atto di vandalismo.

Le operazioni proseguiranno nei punti interessati, mentre gli investigatori lavorano all’identificazione delle persone ritenute responsabili. L’eventuale contestazione dei reati sarà formalizzata con le denunce al termine dell’analisi dei filmati e degli altri elementi raccolti.