Un 42enne italiano è stato denunciato dai carabinieri per truffa dopo aver utilizzato parte del denaro sottratto a una donna per pagare una bolletta dell’energia elettrica. La vicenda è emersa a Copparo, dove la vittima, una 46enne, era stata raggirata attraverso la tecnica dello spoofing.
L’uomo si era presentato telefonicamente come un operatore dell’ufficio antifrode della banca della donna. Sul display dello smartphone compariva quello che sembrava essere il numero ufficiale dell’istituto di credito. In realtà, il recapito era stato contraffatto tramite il caller ID spoofing, una tecnica utilizzata per rendere credibile la chiamata.
Il pagamento che ha svelato la truffa
Con il pretesto di dover bloccare alcune presunte operazioni anomale, il falso operatore aveva guidato la 46enne nell’esecuzione di procedure attraverso l’app di home banking. In questo modo sarebbe riuscito ad acquisire il controllo del dispositivo e a ottenere le credenziali bancarie della vittima.
La mattina seguente, la donna aveva scoperto quanto accaduto dopo essere stata contattata dalla filiale di Copparo della banca, allertata da un reale sistema antifrode. Dal conto risultavano prelevati oltre 2.000 euro attraverso due transazioni in valuta estera. A queste si aggiungeva un pagamento di poco superiore a 90 euro effettuato tramite PagoPA.
Proprio quest’ultima operazione ha indirizzato le verifiche dei carabinieri. Gli accertamenti tecnici sulla piattaforma hanno permesso di appurare che il denaro era stato utilizzato per saldare una bolletta della fornitura elettrica relativa a un’abitazione privata situata in un’altra provincia. I controlli incrociati sull’utenza e sul numero di telefono associato al contratto hanno quindi ricondotto il pagamento al 42enne.
L’invito dei carabinieri
Al termine degli accertamenti, i militari del 112 hanno denunciato l’uomo per truffa. L’indagine ha così ricostruito il percorso di una parte del denaro sottratto, utilizzata per un pagamento apparentemente ordinario ma risultato decisivo per identificare il presunto autore del raggiro.
L’Arma dei carabinieri rinnova l’invito a prestare attenzione alle telefonate con cui vengono richiesti dati sensibili, codici di accesso, password o operazioni bancarie urgenti. Nessun istituto di credito o forza di polizia chiede telefonicamente di trasferire denaro o di eseguire procedure per mettere al sicuro i fondi. In caso di contatti sospetti, il consiglio è interrompere la chiamata, non effettuare transazioni e rivolgersi al 112 o alla stazione dei carabinieri più vicina.