Quattordici imputati sono stati rinviati a giudizio per gli scontri avvenuti il 15 febbraio 2024 davanti alla sede Rai di viale Fiera, a Bologna. La decisione è stata presa dal gup del tribunale di Bologna, Domenico Truppa, al termine dell’udienza preliminare.
Il procedimento riguarda un gruppo di manifestanti dei Giovani palestinesi. La prima udienza del dibattimento davanti al collegio è stata fissata per il 16 marzo. Gli imputati sono difesi dall’avvocata Marina Prosperi.
Le accuse della Procura
Le contestazioni formulate dalla Procura, a vario titolo, comprendono la resistenza aggravata, le lesioni a pubblico ufficiale e il porto di armi improprie. L’udienza preliminare si è conclusa dopo lo slittamento tecnico dello scorso maggio.
Al centro del procedimento ci sono i disordini scoppiati durante una mobilitazione organizzata dopo le polemiche legate al Festival di Sanremo. La protesta era stata convocata in seguito alle parole pronunciate dal cantante Ghali durante la serata finale della manifestazione, quando dal palco dell’Ariston aveva detto stop genocidio.
La protesta davanti agli uffici Rai
Il giorno successivo, durante una trasmissione, la conduttrice Mara Venier aveva letto un comunicato del direttore generale Rai Roberto Sergio. Nel testo, l’azienda prendeva sostanzialmente le distanze dalle parole dell’artista. I manifestanti si erano quindi radunati davanti agli uffici della televisione pubblica per chiedere la lettura, durante il telegiornale regionale, di una nota con cui contestare quella che definivano propaganda pro Israele e replicare alle dichiarazioni di Sergio.
La tensione accumulata durante il presidio era sfociata in un contatto fisico con le forze dell’ordine schierate a protezione dell’ingresso. In strada si erano verificati momenti di forte scontro e cariche. La protesta si era conclusa dopo che la redazione giornalistica aveva accettato di mandare in onda un estratto del documento preparato dagli attivisti.