Rinviata al prossimo 25 febbraio. La Corte d’assise di Bergamo ha deciso lo slittamento della sentenza per l’omicidio di Sharon Verzeni che era prevista nell’udienza di questa mattina 19 gennaio.
All’origine della decisione, il cambio del legale difensore da parte dell’imputato Moussa Sangare. Nei giorni scorsi il presunto omicida ha revocato il mandato al suo avvocato Giacomo Maj e nominato come difensore l’avvocata Tiziana Bacicca.
L’avvocata ha chiesto più tempo per studiare il fascicolo e analizzare la corposa documentazione a carico del suo assistito. Bacicca intende approfondire gli atti, nell’eventualità di dover rispondere alle repliche del pm. Il pubblico ministero Emanuele Marchisio e l’avvocato di parte civile Luigi Scudieri dal canto loro non si sono opposti all’istanza della difesa.
Bacicca ha detto di aver incontrato il suo assistito in carcere e di averlo trovato «molto giù di morale. Probabilmente ha preso contezza della richiesta di ergastolo da parte del pubblico ministero e si è reso conto della situazione processuale in cui si trova».
Questa mattina Sangare è apparso accanto al suo nuovo difensore per ascoltare la decisione dei giudici sul rinvio della sentenza. L’avvocata sta valutando se presentare una memoria difensiva.
Il trentunenne, nato da una famiglia originaria del Mali, è imputato per l’omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, avvenuto tra il 29 e 30 luglio 2024 a Terno d’Isola.
Prima reo confesso, Sangare ha cambiato più volte versione fino a ritrattare. I carabinieri contro di lui hanno presentato numerose prove e indizi. A partire dal dna della trentatreenne, isolato dal Ris in alcune tracce trovate sulla bicicletta dell’imputato. Mentre la doppia perizia psichiatrica per valutare il vizio di mente ha riscontrato che Sangare è capace di intendere e volere.
Per questo il pm ha contestato all’imputato le aggravanti della premeditazione, i futili motivi e la minorata difesa della ragazza nel delitto. Sangare rischia l’ergastolo.