Sono nella fase conclusiva i lavori di restauro della chiesa romanica di San Pietro a Brusasco. Un intervento finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dalla Fondazione Crt, un’opera che ha inorgoglito l’Amministrazione comunale che vede così portare all’antico splendore un gioiello architettonico. E proprio durante questa fase di lavori che è emerso un ritrovamento davvero molto particolare. Infatti, è proprio il caso di dirlo, ci sono scoperte archeologiche che colpiscono per la loro maestosità e altre che commuovono per la loro estrema quotidianità.
San Pietro, tra i mattoni romani spunta l’impronta di un cane di 2.000 anni fa
E’ quanto accaduto in questo luogo dove, tra pietre millenarie e capitelli finemente scolpiti, è apparso un dettaglio che accorcia istantaneamente le distanze tra noi e la storia: l’impronta della zampa di un cane impressa su un mattone romano. Quel piccolo frammento di vita quotidiana, sopravvissuto al tempo e al reimpiego del materiale in epoca medievale, è tornato alla luce grazie all’attento lavoro della ditta Palumbo, coordinata dall’architetto Mara Liuzzi e dall’ingegner Davide Ferrero. Non è solo un reperto, ma un «fermo immagine» che restituisce il lato più umano e vicino dell’antichità. Quasi due millenni fa, quel mattone era stato steso ad asciugare al sole, pronto per essere cotto in una fornace romana (forse nella vicina città di Industria). In quel preciso istante, un cane è passato di lì, lasciando il suo segno sull’argilla ancora fresca. «Oltre alle fini decorazioni zoomorfe di alcuni capitelli e alla datazione della campana (1705), – dice il sindaco Giulio Bosso – sono state individuati numerosi mattoni “manubriati” di origine romana, provenienti o da Industria o da un fabbricato romano brusaschese scomparso. E uno dei mattoni romani ha rivelato l’impronta di un cane, risalente a quasi 2000 anni fa. Ora, utilizzando il ribasso d’asta, verrà approvata una variante con la quale saranno restaurati gli infissi e il tetto del basso fabbricato sul lato nord».
I lavori proseguiranno
Come ha annunciato il sindaco, i lavori non si fermeranno qui, ma grazie all’utilizzo dei ribassi d’asta, è stata approvata una variante che permetterà di intervenire anche sul basso fabbricato situato sul lato nord della chiesa. Gli interventi riguarderanno il rifacimento del tetto e il restauro degli infissi, garantendo così una protezione completa e duratura a tutto il complesso monumentale. Bosso ha aggiunto: «La tutela del proprio patrimonio artistico ed architettonico, unitamente alla messa in sicurezza del territorio, rappresentano punti importanti messi in atto da questa Amministrazione. La chiesa di San Pietro è inserita nei percorsi del romanico astigiano e continua a suscitare interesse da parte di turisti e studiosi».