Rozzano (MI)

Rozzano, il sindaco: «Le ronde non sono accettabili»

La relazione dei militari è stata trasmessa alla magistratura milanese: si valuta anche l’aggravante razziale.

Rozzano, comune alle porte di Milano, prova a ricondurre alla calma le tensioni seguite ai cortei spontanei organizzati tra mercoledì e giovedì. Le manifestazioni non autorizzate, descritte come vere e proprie ronde, hanno registrato momenti di forte tensione e almeno un’aggressione. Il sindaco Mattia Ferretti ha preso le distanze da ogni iniziativa violenta e ha sottolineato la necessità che la sicurezza resti affidata alle istituzioni.

«Le ronde sono qualcosa di non accettabile», ha detto il primo cittadino all’agenzia Ansa. Ferretti ha rivendicato il valore della manifestazione organizzata venerdì 18 settembre, definendola una passeggiata pacifica e interculturale alla quale hanno partecipato gli abitanti di Rozzano. Secondo il sindaco, l’appuntamento ha mostrato che nella città ci sono famiglie e cittadini contrari alla violenza e favorevoli a un confronto rispettoso e autorizzato.

Le criticità del territorio

Il sindaco ha però precisato che il ritorno alla calma non cancella i problemi presenti nel comune. Rozzano conta 5.500 alloggi popolari su circa 40mila abitanti e, secondo Ferretti, deve fare i conti con criticità oggettive legate al degrado e alla convivenza urbana. Il territorio è stato inserito in una zona rossa e ha ricevuto fondi dal governo nell’ambito delle misure previste dal decreto Caivano-bis.

Le risorse ammontano a circa 27 milioni di euro, destinati in larga parte a iniziative per lo sport e per i giovani. Ferretti ha spiegato di mantenere un contatto costante con il questore e con il prefetto, ribadendo che l’attenzione delle istituzioni resta alta. Il sindaco ha anche difeso il diritto a manifestare, precisando che deve essere esercitato in modo pacifico e nel rispetto delle autorizzazioni.

L’informativa alla Procura

Nel frattempo, è arrivata alla Procura di Milano l’annotazione redatta dai carabinieri sugli episodi avvenuti nei giorni precedenti. Il documento, che potrebbe precedere l’apertura formale di un’indagine, ipotizza il reato di percosse con l’aggravante dell’odio razziale. Saranno gli accertamenti dell’autorità giudiziaria a chiarire la dinamica dei fatti e le responsabilità individuali.

Secondo la ricostruzione contenuta nell’informativa, tutto sarebbe iniziato con il pestaggio di un uomo marocchino da parte di alcuni passanti. L’uomo era stato indicato come la persona che, poco prima, avrebbe strattonato una donna di 40 anni, poi soccorsa. Gli episodi hanno alimentato le tensioni in città e portato alla contrapposizione tra le iniziative spontanee e la manifestazione pacifica successiva.