Marche

Ricostruzione post-sisma, la Cgil chiede controlli a Fermo

De Grazia sollecita un presidio ispettivo e verifiche sugli appalti dopo l’inchiesta nelle Marche

L’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche, con arresti e persone indagate, solleva interrogativi sul sistema degli appalti e sulle ricadute per cantieri, imprese e lavoratori. A intervenire è Alessandro De Grazia, segretario generale della Cgil di Fermo, che chiede di attendere gli sviluppi giudiziari per l’accertamento delle responsabilità, ma invita intanto le istituzioni a rafforzare controlli e strumenti di prevenzione.

Secondo De Grazia, le notizie sull’indagine delineano uno scenario preoccupante per un comparto che negli ultimi anni ha rappresentato una delle principali occasioni di rilancio per i territori colpiti dal terremoto e dalla crisi economica e industriale. La ricostruzione, sottolinea il sindacalista, non riguarda soltanto il recupero degli edifici, ma anche la possibilità per le comunità di mantenere servizi, occupazione e prospettive future.

Le ricadute su cantieri e occupazione

A quasi dieci anni dal sisma del 2016, molte famiglie attendono ancora di rientrare nelle proprie abitazioni. Nei territori del cratere, il cosiddetto grande cantiere della ricostruzione ha sostenuto imprese, posti di lavoro e attività dell’indotto, in aree già segnate dalla crisi manifatturiera, dalla chiusura di attività produttive e dallo spopolamento. Per la Cgil, eventuali blocchi o rallentamenti non devono ricadere sulle persone e sulle aziende estranee alle contestazioni.

Nel suo intervento, De Grazia richiama i rischi legati alla frammentazione delle filiere, ai subappalti e alla difficoltà di garantire verifiche lungo tutta la catena delle lavorazioni. La Cgil annuncia che controllerà il rispetto dei protocolli sottoscritti con diversi Comuni della provincia di Fermo, soprattutto negli appalti pubblici collegati alla ricostruzione. Tra i casi citati c’è il cantiere del Palazzo dei Priori di Fermo, affidato a un’impresa il cui titolare risulta arrestato nell’ambito dell’inchiesta. L’appalto prevede un ribasso del 21,5% e la possibilità di subappaltare il 50% dei lavori. Il sindacato chiede di fare chiarezza sulle aziende coinvolte nei subappalti, senza formulare conclusioni sulle responsabilità ancora al vaglio della magistratura.

La richiesta di un presidio ispettivo

La Cgil considera particolarmente grave l’assenza, nella provincia di Fermo, di un presidio territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro. In un’area interessata da cantieri e attività produttive, sostiene De Grazia, una presenza ispettiva stabile sarebbe necessaria per contrastare lavoro irregolare, sfruttamento e violazioni delle norme sulla sicurezza. La richiesta è di rafforzare gli organici e la capacità operativa degli organi di controllo, delle forze dell’ordine e dei servizi di prevenzione.

Tra le misure indicate figurano verifiche lungo l’intera filiera degli appalti, tracciabilità dei flussi finanziari, trasparenza nell’assegnazione degli incarichi e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Il sindacato riferisce inoltre di essersi rivolto alla Prefettura di Fermo per la convocazione del tavolo previsto dai protocolli sulla legalità. L’obiettivo, conclude De Grazia, è fare in modo che le risorse pubbliche siano destinate alla ricostruzione di case, scuole, servizi e comunità, evitando che eventuali condotte illecite producano nuovi ritardi o costi sociali.