Lombardia

Resti umani nel muro, al via gli esami per identificarli

Polizia scientifica e Labanof analizzano cranio, osso e materiali del vecchio edificio

Un cranio e un osso lungo sono stati ritrovati durante i lavori di ristrutturazione del bar Crystal, in via Borgo Santa Caterina. I resti apparterrebbero a un’unica persona adulta, ma al momento non è possibile stabilire se si tratti di un uomo o di una donna né a quale epoca risalgano. Sul caso stanno lavorando la polizia scientifica e le esperte del Labanof, il laboratorio di antropologia e odontologia forense diretto dal medico legale Cristina Cattaneo.

Le attività di raccolta e documentazione sono proseguite anche nella mattinata del 26 agosto 2026. Il materiale è stato individuato al limite del pavimento, all’interno di un muro antico spesso più di un metro, davanti al quale era stata costruita una seconda parete con funzione isolante. Oltre alle ossa, gli specialisti hanno recuperato terriccio, frammenti murari e altri elementi del contesto, che potrebbero contribuire a ricostruire la storia del luogo e le circostanze in cui i resti sono finiti nella muratura.

Il contesto del ritrovamento

Chantal Milani, antropologa e odontologa forense ed ex ufficiale del Ris di Roma, ha spiegato che l’analisi non comincia in laboratorio, ma direttamente sul posto. La posizione delle ossa, il modo in cui sono disposte e il loro rapporto con terreno, muri e altri materiali possono fornire indicazioni sulle diverse fasi della vicenda. Per questo vengono utilizzate tecniche di archeologia forense, rilievi fotografici e metrici, documentazione tridimensionale, strumenti da scavo e setacci.

La datazione non può essere definita sulla base di un solo elemento. Per ottenere indicazioni cronologiche sarà possibile ricorrere al carbonio-14, il cui decadimento nei tessuti ossei dopo la morte consente di stimare quando il tessuto si è formato e, in determinati casi, di circoscrivere il periodo del decesso. I resti sono stati descritti come certamente datati, ma serviranno gli esami per stabilire con maggiore precisione la loro età.

Il lavoro per dare un’identità

La presenza del cranio potrebbe rivelarsi utile per l’identificazione. In particolare, i denti possono offrire un potere identificativo paragonabile a quello del Dna e delle impronte digitali, senza richiedere necessariamente test distruttivi. Prima, però, sarà necessario costruire un elenco di possibili candidati con cui confrontare i dati raccolti.

Gli specialisti del Labanof elaboreranno il profilo antropologico attraverso l’analisi della morfologia delle ossa, valutando sesso, età alla morte e statura, oltre ad altri caratteri utili. Saranno esaminate anche eventuali patologie, tracce di traumi e lesioni, con l’obiettivo di distinguere ciò che è avvenuto durante la vita o in prossimità della morte da eventuali alterazioni successive, comprese quelle legate alle operazioni di recupero.

Lo stabile appartiene alla stessa famiglia almeno dal 1986. Non esistono però informazioni precise su ciò che si trovasse in passato al posto dell’attuale esercizio, nella strada conosciuta anche come Borgo d’oro per la lunga presenza di attività commerciali. Un residente ha ricordato che all’inizio degli anni Sessanta, nello stesso punto, c’era una cartoleria gestita da un’anziana. Il materiale raccolto sarà trasferito al Labanof per la consulenza disposta dal pubblico ministero Emanuele Marchisio, che dovrà contribuire a chiarire origine, datazione e possibile identità della persona a cui appartengono i resti.