San vincenzo (LI)

Quirino Lattanzi: dai lager alla Medaglia d’Onore a San Vincenzo

Il nipote Alessio ha ricevuto l’onorificenza in Prefettura, dopo una ricerca familiare durata anni.

In occasione della Giornata degli Internati Italiani nei campi di concentramento tedeschi, celebrata il 20 settembre, la Prefettura di Livorno ha consegnato le Medaglie d’Onore conferite dal Capo dello Stato ai cittadini italiani deportati e destinati al lavoro coatto nell’economia di guerra nazista. Tra i riconoscimenti assegnati nel salone del Palazzo del Governo c’è quello dedicato a Quirino Lattanzi, originario della vicenda familiare ricostruita a San Vincenzo.

A ritirare la medaglia è stato Alessio Lattanzi, nipote dell’insignito e residente nel comune livornese. Quirino Lattanzi, scomparso nel 2008 all’età di 86 anni, faceva parte del 9° reggimento Carabinieri. Fu catturato a Spalato nel settembre 1943, dopo l’armistizio dell’8 settembre, e deportato nello Stalag VI C in Germania, campo di prigionia militare situato a Bathorn.

La deportazione e il rientro in Italia

Lattanzi venne considerato un internato militare dopo aver rifiutato di collaborare con le autorità tedesche. In seguito fu trasferito nelle località di Remscheid e Langenfeld, dove fu costretto a lavorare nell’ambito dell’economia bellica. Rientrò in Italia tra la primavera e l’estate del 1945, passando dal Brennero dopo la liberazione americana del 16 aprile.

La scelta del 20 settembre per la celebrazione della Giornata degli Internati Italiani è legata a un provvedimento assunto da Adolf Hitler proprio in quella data del 1943. I prigionieri di guerra italiani catturati dopo l’armistizio furono trasformati in internati militari, perdendo così la protezione prevista dalla Convenzione di Ginevra e venendo destinati al lavoro coatto. Secondo i dati ricordati nel corso della giornata, circa 50.000 internati morirono nei campi.

La ricerca del nipote

Quirino Lattanzi prestò servizio come carabiniere a San Vincenzo dal 1958 al 1978, dove costruì la propria famiglia. Come ha spiegato il nipote, parlò sempre poco degli anni trascorsi durante la deportazione. Dopo la sua scomparsa, in casa furono ritrovati documenti relativi a quel periodo.

Quei materiali hanno spinto Alessio Lattanzi ad avviare una ricerca che lo ha portato a raccogliere informazioni e a recarsi anche in Germania. Gli approfondimenti hanno consentito di ricostruire il percorso compiuto dal nonno e di avviare l’iter concluso con il conferimento della Medaglia d’Onore.

Dopo la cerimonia in Prefettura, Alessio Lattanzi ha incontrato a Palazzo civico il sindaco Paolo Riccucci, che aveva partecipato alla consegna. Il primo cittadino ha sottolineato il valore della storia del militare, unita al servizio prestato prima a Spalato e poi per vent’anni nella comunità di San Vincenzo. Per l’amministrazione, la memoria della famiglia deve diventare patrimonio collettivo e mantenere vivo il ricordo del dramma vissuto da migliaia di italiani, come monito per il futuro della democrazia.