Un manifesto semplice, bilingue, che unisce la marineria ligure alle radici tunisine del suo protagonista. È quello che annuncia un ultimo saluto, questa mattina, a Dhib Zouahier ben Ali, per tutti “Michele”, il comandante del peschereccio Acquario naufragato lo scorso 2 febbraio.
Oggi alle 10 nella Banchina Sant’Erasmo
Un testo semplice, in lingua araba e italiana, con un’invocazione comune: “In ricordo del nostro fratello Michele, Per il mare e per Dio“. Un dettaglio che sottolinea l’integrazione profonda dell’uomo nel tessuto sociale locale, dove Michele era considerato un pilastro della comunità portuale.
L’ultimo saluto si svolgerà questa mattina, sabato 7 febbraio alle ore 10:00, in un luogo simbolo: la Banchina Sant’Erasmo. Non un luogo di culto chiuso, ma lo spazio operativo dove Michele ormeggiava la sua imbarcazione, a pochi passi dal mare che lo ha trattenuto a sé.
Nato a Ksour Essaf nel 1962 e scomparso a Santa Margherita il 2 febbraio, ‘Michele’ ha dedicato ogni giorno della sua vita al mare. Oggi la sua comunità si ritrova in banchina per un saluto semplice, come lui, ma colmo di gratitudine per il sacrificio di un lavoratore instancabile, mentre le autorità restano ancora impegnate a chiarire le dinamiche del tragico naufragio.
