Carlo Pallavicini, docente ed esponente dei Si Cobas, ha presentato una querela per diffamazione alla polizia postale nei confronti di almeno quattro persone. Gli interessati, ora assistiti dall’avvocato Sara Soresi, sono accusati di avere pubblicato commenti ritenuti lesivi della reputazione di Pallavicini.
Le frasi contestate erano state scritte sotto un post pubblicato sulla pagina Facebook di un quotidiano online. Il contenuto riguardava il procedimento giudiziario nato dalla rissa del 20 dicembre 2023, verificatasi in occasione della visita del generale Roberto Vannacci a Piacenza.
Il procedimento sulla rissa
L’articolo richiamato nella querela, pubblicato l’8 luglio 2026, ricostruiva le fasi giudiziarie della vicenda. Per i fatti di quella sera erano stati identificati e indagati per rissa e lesioni cinque uomini. Tre di loro sono successivamente usciti dal procedimento, mentre un altro è stato assolto con formula piena.
Il procedimento prosegue invece nei confronti dell’unico imputato indicato come appartenente alla sinistra antagonista, che ha scelto di essere giudicato con rito ordinario. La prossima udienza è fissata all’8 settembre. Nel servizio era stato inoltre inserito il video realizzato durante gli episodi, un filmato citato in aula nelle diverse fasi del processo.
I commenti contestati
Nel video compariva anche Pallavicini, che secondo la ricostruzione riportata era presente sul posto ma estraneo sia alla rissa sia al procedimento giudiziario. Dopo la pubblicazione del post su Facebook, il contenuto era stato commentato da decine di utenti.
Tra questi, quattro persone avrebbero scritto frasi considerate da Pallavicini offensive, diffamatorie e lesive della propria reputazione. Da qui la decisione di rivolgersi alla polizia postale, alla quale spetta ora verificare il contenuto dei messaggi, la loro attribuzione e gli eventuali profili di responsabilità.
La querela non equivale a un accertamento di responsabilità: saranno gli approfondimenti degli investigatori e, se necessario, il successivo percorso giudiziario a stabilire se i commenti abbiano oltrepassato i limiti della critica e integrato gli estremi della diffamazione.