Propaganda jihadista tramite i social: sedicenne di Cantù collocato in comunità.
Centinaia di contenuti di propaganda di organizzazioni terroristiche
Nelle prime ore di questa mattina, 27 gennaio, il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, con la collaborazione dei militari del Comando Provinciale di Como, ha dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare della collocazione in struttura comunitaria nei confronti di un ragazzo di 16 anni, emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Milano su richiesta della Procura per i Minorenni.
Il ragazzo, di origine egiziana, a partire dal 2024 si è autoradicalizzato e ha avviato una intensa propaganda di matrice jihadista violenta tramite i social network. L’intervento giunge a conclusione delle indagini condotte da ROS di Milano dall’ottobre 2024, da cui è emersa, nei social Instagram, Tik Tok e nelle piattaforme di messaggistica Telegram e Whatsapp, una rete di utenti, anche di diverse nazionalità, che diffondevano contenuti multimediali di propaganda jihadista, riferibili alle più strutturate organizzazioni terroristiche inneggianti il jihad, con chiari riferimenti allo Stato Islamico – ISIS e Al Qaeda. Sono stati inoltre individuati diversi profili TikTok, Instagram, Telegram e WhatsApp utilizzati dall’indagato per la pubblicazione e promozione di contenuti multimediali di chiara impronta Jihadista, caratterizzati da un’evidente opera di apologia di importanti e riconosciuti esponenti del terrorismo islamico. Inoltre, sono emersi contatti qualificati tra l’indagato e altri soggetti, alcuni dei quali già arrestati per reati di terrorismo, in quanto colpevoli di aver diffuso in rete contenuti di propaganda jihadista incitanti la violenza.
La perquisizione dell’indagato e le operazioni tecniche svolte sugli apparecchi che utilizzava hanno permesso di far emergere numerosi contenuti multimediali di propaganda jihadista. Si tratta del secondo minore in pochi mesi interessato da misura cautelare emessa dal Tribunale per i Minorenni di Milano, su richiesta della Procura per i Minorenni, a fronte delle investigazioni messe in campo dal ROS del capoluogo lombardo; i primi di novembre del 2025 un giovane di origine tunisina, non collegato all’indagato, era stato arrestato nel pavese per lo stesso reato.