Sanremo (IM)

Progetto Comune: “La nostra sanità smantellata”

Accorpamento 118, svuotamento ospedali e pensionamento Battaglia nella nota al vetriolo. "Pronti a scendere in piazza"

Progetto Comune: “La nostra sanità smantellata”

Svuotamento degli ospedali di Imperia e Sanremo, privatizzazione Saint Charles, accorpamento centrale 118 a Genova e pensionamento del dottore Claudio Battaglia, numero uno della Breast Unit sanremese. Tutti segnali non incoraggianti per l’associazione Progetto Comune che in una nota stampa parla di “desertificazione sanitaria”.

Progetto Comune: «La nostra sanità smantellata»

«La situazione della sanità pubblica nella provincia di Imperia ha raggiunto un punto di non ritorno – così Progetto Comune nella nota -. Quello a cui stiamo assistendo non è un semplice riassetto organizzativo, ma un vero e proprio smembramento dei servizi essenziali, che sta calpestando il diritto costituzionale alla salute dei cittadini del Ponente ligure. La cronaca quotidiana descrive un quadro allarmante, caratterizzato da criticità che non possono più essere ignorate: il progressivo svuotamento degli ospedali di Sanremo, Imperia, la privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera diventata onerosissima, l’accentramento del 118 a Genova, stanno creando un deserto sanitario. La perdita di reparti d’eccellenza e il ridimensionamento dei punti nascita e dei pronto soccorso costringono i pazienti a migrazioni estenuanti, onerose, verso altre province o regioni».

«​Per esami diagnostici e visite specialistiche i tempi superano spesso i termini di legge arrivando all’anno solare – ancora la nota- . Questa paralisi spinge inevitabilmente chi può permetterselo verso il settore privato, penalizzando le fasce più deboli della popolazione e gli anziani, particolarmente numerosi nel nostro territorio. ​ Turni massacranti e mancanza di una visione strategica stanno portando ad una fuga senza precedenti di medici e infermieri verso la vicina Francia o il settore privato, lasciando i reparti sotto organico e al limite della sicurezza operativa. Ricordiamo sempre che il personale medico ed infermieristico, oltre quello socio sanitario, della Liguria risulta essere tra i meno remunerati a livello nazionale, con l’aggravante per la provincia di Imperia, di essere uno dei territori dove il costo della vita è più elevato. Questa amministrazione Regionale dimentica le proprie parole con cui sottolineava, falsamente, il sacrificio di orari e turni in tempo di pandemia, da parte dei dipendenti sanitari, specificatamente quelli del Borea, ospedale “Covid”»

La pensione di Claudio Battaglia

E poi il pensionamento del vicepresidente Lilt e direttore della Breast Unit: «Ultimo esempio la Breast Unit di Sanremo, un reparto di senologia, cresciuto negli anni, con risultati da reale eccellenza, peraltro considerata “struttura semplice” , il cui Direttore, nonché creatore della struttura stessa, Claudio Battaglia, nonostante la richiesta di rimanere in essere in proroga, viene pensionato dalla Regione e, di fatto sostituito anche da un chirurgo gettonista. ​Non possiamo accettare che la salute venga trattata esclusivamente come una voce di bilancio da tagliare, il ponente ligure è stanco di essere la ‘Cenerentola’ della sanità regionale. Ogni reparto chiuso è un presidio di civiltà che viene meno».

«Pronti a scendere in piazza»

«​Si richiede con forza alla Regione Liguria e più specificatamente alla nuova ATS Liguria, e l’acronimo è di per sé contraddittorio, un piano straordinario di assunzioni per coprire i vuoti in organico, un riconoscimento economico adeguato del personale riequilibrandolo ai parametri nazionali, l’immediato abbattimento delle liste d’attesa attraverso un potenziamento delle ore ambulatoriali, la garanzia del mantenimento dei servizi di emergenza-urgenza su tutto il territorio provinciale, aree interne comprese, trasparenza totale sui tempi e sulle modalità di realizzazione delle nuove infrastrutture, senza che queste diventino una scusa per smantellare l’esistente. ​La cittadinanza non resterà a guardare. Siamo pronti – concludono – a portare la mobilitazione nelle piazze e in ogni sede istituzionale per difendere la nostra sanità pubblica».