Modena (MO)

Processo Cati, in aula l’ex comandante dell’Accademia di Modena

Davide Scalabrin ha riferito di non conoscere le criticità del centro ippico; il legale degli accusatori contesta la gestione dei precari.

Nuova udienza al Tribunale di Modena nel processo a carico del tenente colonnello dell’Esercito Giampaolo Cati, accusato di stalking, violenza privata e abuso di autorità nei confronti di undici sottoposti del centro ippico militare dell’Accademia. Nel procedimento sono coinvolti quattro donne e sette uomini, tutti rappresentati dall’avvocato Massimiliano Strampelli.

La deposizione dell’ex comandante

Davanti ai giudici ha testimoniato il generale di divisione Davide Scalabrin, ex comandante dell’Accademia Militare di Modena. L’ufficiale ha spiegato che nel periodo al centro dell’inchiesta aveva contratto il Covid e che, per questo motivo, non sarebbe stato a conoscenza dei fatti contestati.

Scalabrin ha inoltre riferito di non essere stato informato dell’analisi sul clima interno realizzata dal team di psicologi. Secondo quanto emerso nel corso dell’udienza, il documento avrebbe evidenziato una situazione di stress tra le persone che lavoravano nel centro ippico. L’ex comandante ha anche dichiarato di non aver disposto il trasferimento di Cati sulla base di valutazioni provenienti dalla scuola ufficiali di Torino.

Nel corso della deposizione, il generale ha affrontato anche le dichiarazioni rese nella precedente udienza dal tenente colonnello Giuseppe Manzi. Quest’ultimo aveva sostenuto che ai vertici dell’istituto fossero note da tempo anomalie e prevaricazioni. Scalabrin ha affermato che Manzi, nel puntare sulla consapevolezza interna all’Accademia, avrebbe oltrepassato le proprie competenze.

La gestione del personale

Un altro passaggio ha riguardato l’organizzazione del lavoro dei volontari in ferma prefissata impiegati come palafrenieri del centro ippico. Secondo quanto riferito in aula, per questa categoria non era previsto un orario massimo garantito e il personale poteva essere utilizzato senza il riconoscimento di ore straordinarie.

L’avvocato Massimiliano Strampelli ha sostenuto che dall’istruttoria potrebbe emergere un abuso nella gestione degli orari del personale precario, con possibili conseguenze sul recupero psicofisico. Al termine della deposizione, Scalabrin ha precisato che eventuali ulteriori provvedimenti da parte dell’istituzione saranno valutati una volta concluso il procedimento.

Nella precedente udienza, Manzi aveva riferito che i vertici dell’Accademia sarebbero stati informati delle criticità già dal 2015. Nei documenti acquisiti, secondo la sua ricostruzione, erano presenti indagini sul clima risalenti al 2013, con riferimenti a stress, tensione e insoddisfazione.

Lo stesso teste aveva inoltre descritto le mansioni assegnate alle soldatesse, sostenendo che fossero utilizzate come presenza alle feste organizzate e poi impiegate, insieme ai ragazzi, nella raccolta dei rifiuti lasciati dagli ospiti. Le accuse nei confronti di Cati dovranno essere esaminate nel corso del processo, prima di qualsiasi decisione giudiziaria.