La mattinata torinese si è aperta con una partecipazione significativa al corteo ufficiale organizzato da Cgil, Cisl e Uil. Circa quindicimila persone si sono radunate in corso Cairoli per sfilare fino a piazza Castello, portando in piazza i temi centrali del mondo del lavoro contemporaneo.
Il corteo del Primo Maggio
Tra le istanze principali sono emerse la lotta alla precarietà e la richiesta di un lavoro dignitoso, con una riflessione estesa alle trasformazioni tecnologiche e all’impatto che l’intelligenza artificiale sta avendo sul sistema produttivo. Nonostante il clima di celebrazione, le autorità avevano mantenuto alta l’attenzione fin dalle prime ore a causa della possibile presenza di gruppi autonomi intenzionati a manifestare fuori dal percorso prestabilito.
Scontri davanti all’ex centro sociale Askatasuna
La situazione è mutata radicalmente poco dopo mezzogiorno, quando la tensione è salita improvvisamente. Lo spezzone appartenente all’opposizione sociale si è separato dalla manifestazione principale per dirigersi verso corso Regina Margherita, puntando all’area dell’ex Askatasuna. Una volta giunti di fronte al presidio delle forze di polizia, i manifestanti hanno cercato di forzare il blocco. Al grido di inizia la guerriglia, il gruppo ha tentato di sfondare il cordone di sicurezza, dando il via a un confronto diretto con gli agenti schierati.
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La risposta delle forze dell’ordine non si è fatta attendere per impedire il passaggio dei manifestanti. Per respingere i tentativi di sfondamento sono scattate le cariche e la polizia ha azionato gli idranti, bagnando i componenti dell’ala antagonista nel tentativo di disperderli. Lo scontro si è intensificato con il lancio di lacrimogeni trasformando il perimetro dell’ex Askatasuna nel teatro di una vera e propria contrapposizione fisica tra le due parti.
L’attacco di Forza Italia
«Ha ragione il sindaco Lo Russo a dire oggi “scegliamo da che parte stare”, visto che fino ad oggi ha flirtato con i centri sociali e Askatasuna. Ora decida di stare dalla parte della Costituzione ed entro una settimana assegni l’immobile a realtà serie, ad associazioni del territorio specchiate e non conniventi con gli estremisti della sua maggioranza e della sua parte politica. Faccia il sindaco di tutti e non di una parte sola! – affermano il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia Torino. – Altrimenti il ministro Piantedosi ci ascolti, ci ascolti la maggioranza di Governo: in mancanza di una risposta istituzionale da parte del Comune, si proceda al sequestro dell’immobile.
Ancora una volta i “poverini” di Askatasuna hanno inferto una ferita a un corteo democratico, in questo caso a una festa come quella del Lavoro, che dovrebbe unire e non dividere, che dovrebbe rispettare la Polizia che anche oggi lavora per garantire la sicurezza della nostra città.
Non sono ammessi tentennamenti. Non sono accettate risposte provocatorie. Passano i mesi e il sindaco dimostra che la sua maggioranza ha l’encefalogramma piatto quando si tratta di far rispettare ai propri compagni quella Costituzione che brandisce solo contro gli avversari. Di fatto, per scopi elettorali, continua a far “okkupare” l’immobile, anche dopo la liberazione da parte del Governo: una vergogna.
Caliamo un velo pietoso sull’utilizzo di questo argomento, la Carta fondamentale, da parte del sindaco in tema di lavoro. Torino è in declino non per caso, ma per politiche compiacenti e per l’assenza di una visione industriale in trent’anni di amministrazione.
Per una volta si faccia autocritica e ci si sieda attorno a un tavolo per il bene di Torino e per il futuro dei torinesi.
La nostra solidarietà va ancora una volta agli agenti, donne e uomini che con il loro lavoro quotidiano garantiscono la nostra sicurezza, aggrediti con violenza anche in questo 1° maggio. Forza, siamo con voi».