Toscana

Prato, l’ombra dell’omicidio dietro il traffico di migranti dal Bangladesh

La Procura indaga per estorsione e omicidio sulla morte, per strangolamento in Ungheria, di Ijaz Ashraf

Prato, l’ombra dell’omicidio dietro il traffico di migranti dal Bangladesh

Un cittadino pakistano è indagato della Procura di Prato (nella foto di copertina il procuratore capo, Luca Tescaroli) per l’omicidio per strangolamento di un connazionale, il cui cadavere fu trovato più di due anni fa lungo l’autostrada M7 in Ungheria, sulla rotta dell’immigrazione clandestina verso Germania, Austria e Italia.

Lo strangolamento

La vittima era un presunto trafficante, Ijaz Ashraf, allora 27enne, di cui fu denunciata la scomparsa all’autorità giudiziaria di Prato il 6 settembre 2023, lo stesso giorno del ritrovamento del corpo. Ashraf, che avrebbe usato una Mercedes Classe C per trasportare i clandestini dall’Ungheria a Prato, fu ucciso per strangolamento con un cavo elettrico di plastica.
Due connazionali dissero alle autorità italiane di averlo visto l’ultima volta due giorni prima. Ma appunto anche che l’uomo era implicato nel trasporto di clandestini dall’Ungheria a Prato e che temevano per la sua incolumità a causa di un litigio per motivi economici con un complice.

Il colpo di scena

In particolare, negli ultimi giorni prima della scomparsa, tra i due sarebbero nati gravi contrasti economici legati alla gestione del traffico. La vittima avrebbe ricevuto ripetute minacce di morte, anche tramite messaggi e telefonate su WhatsApp, alcune delle quali ascoltate direttamente dai testimoni che presentarono la denuncia.

Ora, il colpo di scena con la Procura di Prato che indaga uno dei due amici della vittima per estorsione ed omicidio dello scomparso.