Pistoia (PT)

Pistoia, diffida dei residenti di Ramini sul complesso parrocchiale

Il gruppo sollecita controlli su acqua, sicurezza e condizioni degli spazi destinati all’ospitalità.

A Ramini, frazione del comune di Pistoia, il Comitato dei residenti ha presentato una diffida stragiudiziale indirizzata al sindaco, alla Prefettura, all’Azienda Usl Toscana Centro e al Comando provinciale dei Vigili del fuoco. L’iniziativa riguarda il complesso parrocchiale di San Niccolò e, in particolare, le condizioni dei locali utilizzati per l’accoglienza di migranti senza fissa dimora.

Il documento, datato 15 ottobre, richiama verbali e relazioni degli enti pubblici relativi a sopralluoghi svolti nel corso del 2026. Il Comitato chiede che venga fatta chiarezza sulla situazione degli ambienti e che siano verificati il rispetto delle norme, la sicurezza degli ospiti e l’idoneità degli spazi. I residenti precisano di non contestare l’accoglienza in quanto tale, ma le condizioni nelle quali, secondo quanto riportato nell’atto, sarebbe organizzata.

Le criticità segnalate

Tra gli elementi citati nella diffida figurano alcune osservazioni attribuite all’Asl. In particolare, viene richiamato l’utilizzo di acqua proveniente da un pozzo privo della certificazione di idoneità al consumo umano, oltre alla presunta assenza di acqua calda e riscaldamento e al malfunzionamento di alcuni lavandini. Il Comitato sostiene che questi aspetti debbano essere valutati dagli enti competenti anche in relazione alle condizioni igienico-sanitarie delle persone ospitate.

La relazione dei Vigili del fuoco citata dai residenti farebbe inoltre riferimento a 45 posti letto occupati nell’intero complesso. Nel documento vengono richiamate criticità legate all’affollamento e alle vie di esodo in caso di emergenza. Gli elementi riportati nella diffida rappresentano le contestazioni del Comitato e, da soli, non costituiscono una decisione definitiva sulle responsabilità dei soggetti coinvolti né sull’eventuale inagibilità dei locali.

La richiesta agli enti

Nella parte conclusiva dell’atto, il gruppo chiede al sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, di valutare l’adozione di provvedimenti urgenti qualora alcuni ambienti risultassero dichiarati inagibili o privi dei requisiti necessari per l’utilizzo abitativo. A Prefettura, Asl e Vigili del fuoco viene sollecitato un intervento nell’ambito delle rispettive competenze, sulla base degli accertamenti già svolti e di eventuali ulteriori verifiche.

La vicenda si intreccia con una fase delicata per la comunità religiosa di San Niccolò. Don Massimo Biancalani, impegnato in un ricorso contro la decisione di Roma di rimuoverlo dalla parrocchia, continua a essere presente a Ramini, dove celebra la messa e svolge le attività legate alla vita parrocchiale. Il Comitato chiede ora che siano gli atti ufficiali e le verifiche delle autorità a definire il quadro della situazione.