Il provvedimento del Comune per ridurre la presenza dei piccioni divide la comunità e mobilita un fronte trasversale di opposizione. Dopo le proteste delle associazioni animaliste, anche Polo Progressista e di Sinistra e Italia Nostra chiedono all’amministrazione di fermare in autotutela l’intervento previsto e di rivedere il percorso seguito.
La contestazione riguarda innanzitutto le modalità con cui è stata assunta la decisione. Secondo il Polo Progressista, il Piano regionale non rappresenterebbe un’autorizzazione automatica all’abbattimento, ma uno strumento di indirizzo per i Comuni. Prima di procedere, sostiene il gruppo, sarebbe necessario effettuare un monitoraggio della popolazione e adottare misure ecologiche e non cruente.
Le contestazioni al percorso amministrativo
Tra gli interventi indicati vengono citati il contenimento delle fonti di alimentazione, le azioni sulla riproduzione e la riduzione dei siti di nidificazione. Solo dopo aver verificato l’inefficacia di queste soluzioni e in presenza di una comprovata criticità sanitaria, secondo il Polo, si potrebbe valutare l’eliminazione degli animali.
Nel mirino c’è anche l’affidamento diretto del servizio. Il gruppo politico sostiene che nell’atto comunale non sarebbe dimostrata in modo sufficiente la necessità dell’abbattimento e che non risulterebbe rispettata la sequenza di interventi indicata dal Piano regionale. Il Polo richiama inoltre una segnalazione della consigliera Bennati relativa a un appartamento abbandonato dell’Asl, nel quartiere della Martana, indicato come possibile luogo di nidificazione ma, a quanto riferito, mai interessato da interventi.
Un ulteriore elemento di critica riguarda i dati sulla presenza dei volatili. Secondo il Polo Progressista, Massa Carrara sarebbe l’unica provincia toscana a non avere fornito alla Regione le informazioni sulla consistenza della popolazione dei piccioni. Il gruppo teme anche un possibile ricorso al Tar e conseguenze economiche per l’amministrazione comunale.
La richiesta di un confronto
Nei giorni scorsi la protesta era arrivata sotto il municipio, con un sit-in contro il provvedimento. Durante l’iniziativa, una veterinaria aveva indicato come possibili alternative misure ritenute più efficaci e meno cruente, tra cui l’impiego di cibo anticoncezionale, considerato meno costoso e potenzialmente capace di produrre effetti più duraturi sul contenimento numerico.
Italia Nostra concorda con il Comune sulla presenza di un problema ambientale e igienico legato ai piccioni, ma chiede che la soluzione venga definita attraverso un confronto più ampio. Il presidente Bruno Gianpaoli sostiene la proposta dell’Enpa e sollecita la sospensione immediata, in autotutela, dell’esecuzione della Determina 1675/2026, oltre all’apertura di un tavolo con amministrazione, associazioni ed esperti del settore scientifico-veterinario.
L’associazione ha effettuato un sopralluogo nelle principali piazze del centro, rilevando una presenza ritenuta contenuta in piazza Liberazione, davanti al Guglielmi, in piazza Aranci, piazza del Portone e piazza Mercurio. Il dato più significativo sarebbe stato registrato in piazza Garibaldi, dove Italia Nostra segnala una colonia ospitata nell’ex palazzo della Banca d’Italia, con una stima compresa tra 200 e 300 esemplari.
Il problema viene quindi riconosciuto da tutte le parti, mentre a dividere è il metodo con cui affrontarlo. Polo Progressista e Italia Nostra chiedono al Comune di sospendere l’intervento, verificare i dati e coinvolgere tecnici e associazioni prima di procedere con gli abbattimenti.