Pavia (PV)

Pavia ricorda Valerio Daprà: messa in memoria del carabiniere ucciso nell’esplosione di Castel d’Azzano

La città onora il sacrificio del maresciallo, vittima insieme ad altri due colleghi della strage avvenuta a Verona lo scorso ottobre

Pavia ricorda Valerio Daprà: messa in memoria del carabiniere ucciso nell’esplosione di Castel d’Azzano

Pavia ha reso omaggio a Valerio Daprà, il 56enne maresciallo dei Carabinieri tragicamente scomparso lo scorso 14 ottobre 2025 a Castel d’Azzano, in provincia di Verona, in un’esplosione causata volontariamente da uno degli occupanti di un casolare che stava sgomberando.

Valerio Daprà

Il violento atto, dovuto a una fuga di gas innescata da un’esplosione deliberata, ha portato alla morte di Daprà e di altri due militari, il sottotenente Marco Piffari e l’appuntato scelto Davide Bernardello. A Pavia, la sera di sabato 17 gennaio 2026, si è celebrata una messa in sua memoria, officiata dal vescovo di Pavia Corrado Sanguineti.

La chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, luogo simbolo della città, ha ospitato una funzione commovente, alla quale hanno preso parte numerosi cittadini, oltre a rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco Michele Lissia e la deputata pavese Paola Chiesa. Un momento che ha unito la comunità in un abbraccio collettivo di dolore e ricordo.

Le radici di Valerio Daprà a Pavia

La famiglia Daprà ha forti radici nella città di Pavia. Originari di Vicobarone, frazione di Ziano Piacentino, si erano trasferiti prima a Brescia e successivamente a Pavia, dove Germano Daprà, padre di Valerio, ha lavorato per molti anni come dipendente delle Poste. Valerio è cresciuto a viale Indipendenza, un luogo che gli è sempre rimasto nel cuore, tanto che nonostante il suo lavoro impegnativo, tornava spesso a Pavia per ritrovare gli affetti più cari. Il legame con la città è rimasto forte anche dopo che si è trasferito in Veneto, dove ha stabilito la sua famiglia e ha proseguito la sua carriera nell’Arma.

Una vita di sacrificio e dovere

A soli diciott’anni, Valerio Daprà aveva scelto la carriera nell’Arma dei Carabinieri, intraprendendo un cammino difficile ma che gli ha permesso di crescere come uomo e come professionista. Dopo aver completato la scuola dell’obbligo, si arruolò come paracadutista del Tuscania, il battaglione speciale dell’Arma. In questo ruolo, ha prestato servizio in missioni internazionali, tra cui in Somalia e Iraq, dimostrando un impegno instancabile e un forte senso del dovere.

Negli ultimi anni, Daprà prestava servizio a Padova. È lì che ha conosciuto la sua compagna e ha cresciuto il loro figlio di 26 anni. Il suo sacrificio è stato ancor più grande, dato che aveva lasciato a casa la sua famiglia per adempiere al suo dovere, sempre pronto a servire e proteggere la comunità.

La cerimonia di commemorazione

La funzione religiosa in memoria di Daprà ha avuto un profondo significato per la città di Pavia, che lo ha visto crescere. Il vescovo Corrado Sanguineti, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza del servizio che Valerio aveva svolto con dedizione e sacrificio.

“Valerio ha trovato la morte mentre svolgeva con fedeltà il suo servizio”, ha detto il vescovo, ricordando la grandezza del suo operato. “Sicuramente il Signore avrà guardato con attenzione il suo servizio, portato sino alla fine. La morte rimane uno strappo, ma noi cristiani guardiamo alla morte con occhi nuovi. Valerio non è finito nel nulla”, ha concluso Sanguineti, cercando di offrire conforto alla famiglia e a tutti coloro che lo ricordano.

Il futuro della memoria di Valerio

Insieme al sindaco Michele Lissia e alla deputata Paola Chiesa, che hanno partecipato alla cerimonia, la comunità pavese ha rinnovato il proprio impegno nel non dimenticare il sacrificio di Valerio Daprà e dei suoi colleghi. La famiglia, ancora scossa dalla tragedia, ha chiesto che venga fatta piena luce sulla strage che ha portato via il loro amato Valerio. Un’indagine che continua, mentre la città di Pavia si stringe intorno ai suoi cari, per mantenere viva la memoria di un uomo che ha dato la vita per la sicurezza degli altri.