Il ritrovamento di un cranio con alcuni denti e di un osso lungo nel muro del bar Crystal, in via Santa Caterina, ha aperto un’indagine su una vicenda ancora senza spiegazione. I resti sono emersi durante i lavori effettuati nel locale, oggi sottoposto a sequestro. Gli accertamenti dovranno stabilire a quando risalgano e come siano finiti all’interno di una parete di pietre e mattoni spessa più di un metro.
Le ipotesi sui resti
Il fatto che sia stato trovato soltanto un cranio, accompagnato da qualche dente, e un osso lungo rende il caso particolarmente complesso. L’assenza di uno scheletro completo potrebbe dipendere dal deterioramento provocato dal tempo o da interventi eseguiti negli anni sull’edificio. Non viene esclusa nemmeno l’ipotesi che le ossa provengano da un altro luogo e siano state collocate nella parete per ragioni ancora da chiarire.
La medico legale Chiara Carsana e l’antropologa Giulia Caccia, componenti del team della medico legale Cristina Cattaneo, ritengono che i reperti possano risalire a diversi decenni fa. Per ottenere una datazione più precisa saranno necessari gli esami al carbonio, i cui risultati richiederanno alcune settimane. Soltanto dopo questi accertamenti sarà possibile definire meglio l’epoca dei resti e verificare se siano compatibili con la storia dell’immobile.
Gli archivi per ricostruire il passato
Un elemento centrale dell’indagine riguarda ciò che si trovava in precedenza al posto del bar. La vicinanza con una chiesa ha portato a considerare anche l’uso antico delle aree circostanti come luoghi di sepoltura, una pratica diffusa in epoche remote. Tuttavia, le informazioni raccolte finora indicano che circa un secolo fa nell’immobile avrebbe avuto sede un marmista. Una donna di 84 anni ha invece riferito che vi lavorava un idraulico.
La Squadra mobile della polizia dovrà ora ricostruire la catena delle proprietà e delle attività che si sono succedute nell’edificio. Per farlo saranno consultati documenti del Comune, del catasto e degli archivi storici. Il pubblico ministero Emanuele Marchisio aprirà un fascicolo per omicidio, così da disporre gli accertamenti necessari, senza che questo significhi al momento attribuire i resti a un delitto.
Il passaggio al setaccio delle pietre, condotto in modo minuzioso, è terminato. Nel corso delle verifiche sono state trovate anche ossa di piccoli animali, forse roditori, ma non altri resti umani. La possibilità che il cranio e l’osso siano collegati a un omicidio resta quindi da verificare: gli esami scientifici e la ricerca negli archivi dovranno chiarire se si tratti della traccia di un crimine oppure di un reperto entrato nella storia dell’edificio per un’altra ragione.