La Cgil di Roma e Lazio e la Cgil di Frosinone Latina esprimono “una durissima condanna per l’ennesimo incidente mortale sul lavoro. Un lavoratore in appalto è deceduto mentre stava effettuando dei lavori di manutenzione sul tetto di una azienda nel comune di Frosinone. In attesa che siano accertare tutte le responsabilità di questo tragico evento da parte degli organi preposti al controllo esprimiamo alla famiglia del lavoratore coinvolto tutta la nostra vicinanza. Solo pochi giorni fa abbiamo pubblicato l’ analisi dei dati Inail riferiti all’ aumento delle denunce di infortunio nella nostra provincia, nel periodo che va da Gennaio a Novembre 2025. Un aumento purtroppo segnato dalla cronaca nera che testimonia il tragico bollettino di una strage che va fermata. Non è possibile continuare a fare la conta delle lavoratrici e dei lavoratori che escono la mattina per lavoro e che o non vi fanno più ritorno o subiscono lesioni gravissime. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste notizie. Servono interventi urgentissimi da parte delle istituzioni, da tempo continuiamo a chiedere un potenziamento dei servizi ispettivi delle Asl e dell’ Ispettorato, riteniamo non più rinviabile sottoscrivere, di concerto con la Prefettura, il protocollo che abbiamo discusso congiuntamente agli enti preposti al controllo e alle organizzazioni datoriali che rappresenta un elemento aggiuntivo per la lotta agli infortuni sul lavoro nella nostra provincia”.
“Esprimiamo profondo dolore per la morte sul lavoro di un giovane operaio, avvenuta oggi nel Frusinate, e vicinanza ai suoi cari”. È quanto dichiara il segretario reggente della Uil Roma e Lazio, Emanuele Ronzoni. “In attesa degli accertamenti delle forze dell’ordine, ribadiamo la necessità di dare attuazione agli impegni presi sul tema della sicurezza sul lavoro. Per parte nostra – ha precisato Ronzoni – ci siamo già attivati per dare un supporto concreto alla famiglia della vittima, grazie al Protocollo con Fondazione Roma, siglato per sostenere chi, purtroppo, perde un proprio caro sul lavoro” “Si dovrebbe lavorare per vivere non per morire – prosegue il Segretario – Ma purtroppo la cronaca racconta di infortuni e di morti che non accennano a diminuire. Non a caso l’Inail ha certificato che gennaio a novembre dello scorso anno in Ciociaria sono morti 10 lavoratori, due in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Mentre le denunce di infortunio sono salite da 2113 del 2024 alle 2284 del 2025”. “Sono necessarie più ispezioni e controlli nei luoghi di lavoro, sono necessarie più risorse, più fondi, per invertire questa drammatica sequenza di lutti – conclude Ronzoni – prevenzione, formazione e un efficace sistema inquirente e sanzionatorio siano le direttrici per garantire il diritto alla vita sui luoghi di lavoro. E’ una battaglia di civiltà, è una battaglia che la Uil porta avanti da anni con la sua campagna #ZeroMortiSulLavoro”.