Chiari (BS)

Omicidio a Chiari, il sindaco: «Una comunità sconvolta»

Ventunenne fermato; investigatori al lavoro sulle cause della morte della 39enne Meleqe Lusha.

Chiari è sotto shock dopo l’omicidio avvenuto in un’abitazione di via Tagliata Traversa 2. Il sindaco Gabriele Zotti si è recato sul posto non appena la notizia si è diffusa, raccogliendo lo sgomento di una comunità che conosceva la famiglia coinvolta.

Secondo le prime ricostruzioni, nella notte Eduart Xhani, 21 anni, avrebbe aggredito con un coltello la madre Meleqe Lusha, 39 anni, all’interno della loro casa. Dopo essersi allontanato dall’abitazione, il giovane si sarebbe successivamente consegnato ai carabinieri di Cremona. La dinamica dell’accaduto e le motivazioni del gesto sono ancora al vaglio degli investigatori.

Il cordoglio della comunità

Il sindaco ha descritto quella degli Xhani come una famiglia di lavoratori, conosciuta e inserita nel tessuto sociale di Chiari. Meleqe Lusha, secondo quanto riferito da Zotti, aveva cresciuto da sola il figlio dopo la separazione dal marito, affrontando nel tempo le responsabilità familiari anche con il sostegno dei suoi quattro fratelli.

I fratelli della donna, tutti impegnati nel settore dell’edilizia, sono conosciuti in città. La stessa Meleqe lavorava agli Spedali Civili di Brescia, un’attività che comportava impegno e sacrifici quotidiani. Il ritratto restituito dal primo cittadino è quello di una famiglia considerata per bene, legata al lavoro e alla quotidianità della comunità clarense.

Le indagini sull’accaduto

Anche Eduart era cresciuto a Chiari, dove aveva frequentato le scuole fino alle superiori. Il sindaco ha sottolineato che, fino a quel momento, il giovane non risultava essere stato segnalato né avrebbe dato particolari problemi. Un elemento che rende ancora più difficile, per la comunità, comprendere cosa possa aver preceduto la violenza.

Ora spetta agli investigatori e alla magistratura ricostruire con precisione le fasi dell’omicidio e verificare le eventuali cause. Zotti ha invitato a lasciare che gli accertamenti giudiziari facciano il loro corso, ma ha anche richiamato la necessità di una riflessione collettiva su una vicenda che, secondo le prime informazioni, avrebbe visto un figlio contro la propria madre.