Ancona (AN)

Nuove spese per 3mila euro nei ristoranti di Ancona Servizi

Ventuno consumazioni tra gennaio e ottobre 2025 riaccendono i dubbi sull’uso della carta della multiutility

Si amplia il caso dei cosiddetti pranzi allegri di Ancona Servizi. Un nuovo documento, emerso nell’ambito della ricostruzione del Corriere Adriatico, riporta ulteriori spese per complessivi 3.174 euro e 21 pasti consumati nei ristoranti cittadini. Le uscite si aggiungono agli oltre 6mila euro già contestati all’ex amministratore unico Andrea Ciccarelli, allontanato dal sindaco Daniele Silvetti dopo la diffusione dei dati sulle spese effettuate con una carta aziendale.

Le nuove spese

La tranche appena ricostruita riguarda il periodo compreso tra gennaio e ottobre 2025, precedente a quello già esaminato dal consigliere comunale del Partito democratico Giacomo Petrelli attraverso un accesso agli atti. Proprio quell’iniziativa aveva fatto emergere le spese contestate e innescato il caso politico che ha portato alla decisione del primo cittadino nei confronti del manager.

Il documento elenca consumazioni in diversi locali di Ancona. Tra queste figurano due pasti da 52,50 e 40,50 euro all’Amarcord, in piazza della Repubblica, tra marzo e aprile. Il 9 gennaio risultano inoltre 48 euro alla Trattoria Da Nordio, in via San Martino. La parte più consistente riguarda però il Bugigattolo, in via Traffico: otto visite per un totale di 1.350 euro, con ricevute da 300 euro il 17 settembre e da 270 euro il 4 agosto.

I dubbi sull’attribuzione

Tra le altre voci compaiono 160 euro all’Osteria del Poggio il 13 settembre, 30 euro da Pappapò, in piazza Rosselli, il 24 ottobre, e 501 euro al Giardino di viale della Vittoria, suddivisi in sette visite effettuate tra il 7 febbraio e il 30 aprile. Il documento riporta anche due spese da 150 e 660 euro al ristorante Marcello di Portonovo, rispettivamente il 3 e il 30 maggio, oltre a 152 euro da Sot’Aj Archi il 17 gennaio.

Resta tuttavia da chiarire chi abbia autorizzato i pagamenti. Nel nuovo elenco, infatti, non è indicato il dettaglio della carta utilizzata e non è quindi possibile stabilire con certezza se le spese siano riconducibili direttamente a Ciccarelli. Le somme risultano comunque contabilizzate nel bilancio di Ancona Servizi, società controllata interamente dal Comune di Ancona. Inoltre, molti dei locali citati coincidono con quelli già presenti nelle contestazioni mosse all’ex amministratore, un elemento che alimenta gli interrogativi ma che, da solo, non consente di attribuirgli automaticamente tutte le nuove consumazioni.