Dopo anni di abbandono e progetti rimasti incompiuti, il complesso noto come “Colosseo” del Riello torna al centro di una procedura giudiziaria. L’immobile, situato accanto al tribunale di Viterbo, sarà nuovamente messo in vendita attraverso un’asta telematica.
Le condizioni della procedura
La vendita è fissata per l’11 novembre, con un prezzo base di un milione di euro. Le offerte potranno essere presentate online entro le 13 del 10 novembre, mentre gli eventuali rilanci dovranno avere un importo minimo di 5 mila euro. La procedura rientra nell’esecuzione immobiliare numero 89 del 2012.
L’avviso riguarda l’intera proprietà, proposta in un unico lotto. Il complesso comprende un’area di oltre 30mila metri quadrati e una struttura di circa 73 mila metri quadrati di superficie lorda, distribuita su undici livelli. L’edificio è ancora allo stato rustico e, nelle condizioni attuali, non può essere utilizzato.
Un progetto mai completato
Il progetto edilizio originario risulta scaduto. L’idea iniziale prevedeva la realizzazione di un complesso polifunzionale con negozi, cinema, ristoranti, albergo, uffici, abitazioni e strutture sportive, inclusa una piscina in copertura. Nessuna delle attività previste è però mai diventata operativa, perché i lavori non sono stati portati a termine.
La cifra stabilita per la nuova asta è molto distante dalla valutazione contenuta nella perizia del 2014, quando il complesso era stato stimato 50 milioni di euro. Si tratta di una stima riferita alle condizioni dell’immobile e alle analisi effettuate in quel periodo, mentre l’attuale procedura tiene conto dello stato incompiuto della struttura e della situazione urbanistica indicata nell’avviso.
Nel lotto sono comprese anche alcune aree utilizzate come parcheggi e accessi stradali. Le porzioni destinate alla viabilità dovranno essere cedute al Comune di Viterbo, secondo quanto previsto dalla convenzione richiamata nella perizia. La nuova asta rappresenta quindi un ulteriore passaggio nella lunga vicenda del complesso del Riello, rimasto inutilizzato dopo il mancato completamento dell’intervento.