Stessa attività e stessa contestazione a distanza di cinque anni. Un commerciante è stato nuovamente denunciato dalla Polizia locale di Rimini per esercizio abusivo della professione medica e per importazione e somministrazione di medicinali privi di autorizzazione.
Il controllo è scattato nella mattina di venerdì 28 agosto, dopo alcune segnalazioni di residenti che avevano riferito la ripresa della vendita illecita all’interno dell’esercizio. Gli operatori della squadra giudiziaria, in abiti civili, si sono presentati nello stesso negozio già controllato cinque anni fa.
Il materiale consegnato agli agenti
Verso le undici, alla vista degli agenti, il commerciante ha consegnato spontaneamente il materiale esposto sugli scaffali. Non è stato quindi necessario procedere con una perquisizione. Gli accertamenti hanno portato al sequestro di circa 150 confezioni, tra pillole e bustine di marche diverse, ma riconducibili alla stessa tipologia di farmaci simili al Viagra.
Una parte dei prodotti si trovava in vista sul bancone. Altre confezioni erano state sistemate nel retrobottega, all’interno di un frigorifero utilizzato per conservare i medicinali che richiedevano refrigerazione. L’uomo è stato denunciato a piede libero, come già avvenuto in occasione del precedente intervento.
Il precedente procedimento
Il primo controllo risale a gennaio di cinque anni fa, quando la stessa attività commerciale era finita sotto osservazione per l’insolito viavai di clienti, che si trattenevano nel negozio soltanto per pochi minuti. Anche allora l’intervento della squadra giudiziaria della Polizia locale di Rimini aveva portato al sequestro di oltre 180 pillole.
Nel retrobottega era stato inoltre individuato un laboratorio artigianale con siringhe e fiale destinate alla somministrazione del farmaco. Da quella vicenda era scaturita la condanna pronunciata dal Tribunale di Rimini lo scorso febbraio: quattro mesi di reclusione e 8mila euro di multa.
Per il nuovo episodio, il commerciante è stato denunciato per lo stesso reato di vendita di medicinali privi di autorizzazione. Gli atti sono ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria, che dovrà valutare la posizione dell’indagato. Resta ferma la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.