Il consigliere comunale di opposizione Alfredo Fabrizio Nerozzi, esponente di Progetto Civico Italia, ha chiesto la convocazione straordinaria della commissione Ambiente in relazione agli sforamenti emissivi registrati a luglio 2026 nell’inceneritore di Montale. Al centro della richiesta ci sono i superamenti dei parametri relativi a diossine e furani e la necessità, secondo il consigliere, di garantire la massima trasparenza sull’accaduto.
Nerozzi propone di invitare alla seduta i tecnici di Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, e dell’Azienda Usl Toscana Centro. L’obiettivo indicato è chiarire le cause tecniche o gestionali che avrebbero determinato le anomalie, ricostruire i tempi di trasmissione delle informazioni alle autorità competenti e fare il punto sui controlli eseguiti e sui relativi riscontri.
La richiesta di verifiche sanitarie
La convocazione dovrebbe comprendere anche la Commissione interdisciplinare ambiente e attività produttive dell’Usl Toscana Centro. Nerozzi chiede infatti una valutazione del possibile impatto sanitario degli sforamenti sulla popolazione e un quadro epidemiologico aggiornato dell’area interessata.
Il territorio indicato comprende i Comuni proprietari dell’impianto, Montale, Agliana e Quarrata, oltre alle zone più vicine per ricaduta e collocazione, come Montemurlo. La richiesta si inserisce in un contesto di preoccupazione espresso dal consigliere per le famiglie e per i residenti dell’area.
Trasparenza su misure e rischi
Nerozzi vuole inoltre conoscere l’entità esatta dei picchi emissivi rilevati nel mese di luglio, le eventuali misure di contingenza adottate nell’immediatezza per fermare le anomalie e le valutazioni sui rischi attuali e futuri legati alla presenza dell’impianto.
Secondo il consigliere, la tutela della salute e dell’ambiente non dovrebbe essere condizionata da ritardi burocratici o da logiche di gestione orientate esclusivamente agli utili. Nerozzi richiama infine la storia dell’impianto di via Tobagi, sostenendo che l’area sia già gravata da 50 anni di incenerimento dei rifiuti. La convocazione straordinaria dovrà ora essere valutata dagli organismi consiliari competenti.