Nave vieta la detenzione e l’utilizzo del protossido d’azoto nei parchi, nelle scuole, nelle aree vicine all’oratorio e negli altri spazi pubblici o aperti al pubblico. Il provvedimento è stato adottato dal sindaco Matteo Franzoni, che ha firmato un’ordinanza giovedì 10 settembre per contrastare la diffusione del cosiddetto gas esilarante tra i giovani.
Il prodotto viene utilizzato in ambito medico e in altri settori, ma negli ultimi anni si è diffuso anche come sostanza ricreativa. Le bombole, spesso di piccole dimensioni, possono essere acquistate con relativa facilità. Il gas viene trasferito nei palloncini e poi inalato per ottenere effetti di euforia e alterazione della percezione.
Le sanzioni previste
Per chi viola l’ordinanza sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, oltre al sequestro delle bombole. Se il possessore o l’utilizzatore è minorenne, il contenitore viene sequestrato e avviato alla distruzione. Dell’accaduto vengono inoltre informati i genitori.
Alla base della decisione ci sono le segnalazioni e gli interventi effettuati nei mesi scorsi dalla Polizia Locale e dai carabinieri. In diverse zone del paese sono state trovate bombole di varie dimensioni contenenti protossido d’azoto, insieme a numerosi palloncini utilizzati per inalare la sostanza. I ritrovamenti sono avvenuti in aree pubbliche e frequentate dalla comunità.
L’amministrazione comunale intende così arginare un utilizzo che, secondo quanto riportato nell’ordinanza, non ha alcun legame con gli impieghi legittimi del prodotto. L’inalazione può provocare euforia, confusione, alterazione della percezione, perdita di coscienza e difficoltà nel mantenere l’equilibrio. L’uso ripetuto e prolungato può inoltre causare danni al sistema nervoso, debolezza muscolare, disturbi della sensibilità e difficoltà nella deambulazione.
La stretta nei Comuni bresciani
Nave è l’ultimo, in ordine di tempo, tra i Comuni bresciani ad aver adottato un provvedimento contro il fenomeno. Il primo era stato Gardone Val Trompia, dove a febbraio il sindaco Giuliano Brunori aveva firmato un’ordinanza per vietare il possesso e l’utilizzo del protossido d’azoto nelle aree pubbliche, nei parchi e nelle zone vicine alle scuole.
Successivamente erano intervenuti anche Mazzano, Nuvolento, Nuvolera, Rezzato e, più recentemente, Sarezzo. Le ordinanze possono differire nei dettagli, ma condividono lo stesso obiettivo: evitare che bombole e palloncini con il gas esilarante vengano utilizzati nei luoghi di aggregazione o finiscano nella disponibilità dei minorenni.
In assenza di una normativa nazionale specifica che vieti in modo generalizzato la vendita del protossido d’azoto per l’uso ricreativo, sono quindi le amministrazioni comunali a intervenire con misure mirate. I divieti si concentrano soprattutto su parchi, istituti scolastici, oratori e altri spazi frequentati dai ragazzi.