Vicopisano si è fermata per l’ultimo saluto a Paolo Pandolfi, il 33enne morto dopo essere stato travolto da un’auto mentre rientrava a casa dal lavoro. La cerimonia funebre si è svolta nella chiesa parrocchiale del paese, dove si sono raccolte centinaia di persone tra familiari, amici e conoscenti.
Il giovane è stato investito intorno alle 3 di notte, nella notte tra domenica 16 e lunedì 17 agosto. Stava attraversando la strada quando è stato colpito da un veicolo che, secondo quanto riportato, procedeva a velocità sostenuta. Alla guida c’era un 29enne, attualmente indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso.
La cerimonia in chiesa
Le esequie sono state celebrate alle 16.30. La chiesa non è riuscita a contenere tutte le persone arrivate per manifestare vicinanza alla famiglia. Il feretro ha lasciato l’edificio religioso accompagnato da un lungo silenzio e dalla commozione dei presenti, prima di proseguire verso il tempio crematorio.
Alla funzione ha partecipato anche il sindaco Matteo Ferrucci, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. La presenza del primo cittadino ha testimoniato la vicinanza dell’ente alla famiglia in una giornata segnata dal lutto e dalla partecipazione dell’intera comunità.
Le parole del parroco
Durante la messa, il parroco Don Tadeusz Dobrowolski ha parlato dell’impossibilità di trovare parole capaci di spiegare una morte così improvvisa. Ha definito profondo il dolore dei presenti e ha richiamato il senso di ingiustizia e smarrimento lasciato dalla tragedia.
Il sacerdote ha ricordato anche la rabbia che può nascere davanti alla perdita di una vita così giovane, invitando a cercare nella fede la forza per affrontare il futuro. Le sue parole hanno accompagnato una celebrazione raccolta, nella quale il sentimento prevalente è stato quello di una vicinanza silenziosa e partecipe.
La famiglia ha chiesto di non portare fiori, indicando invece le opere di bene come forma per ricordare Paolo. Per la comunità di Vicopisano, il funerale ha rappresentato il momento dell’ultimo saluto a un giovane la cui vita è stata spezzata durante il rientro a casa.