Toscana

Morti sul lavoro in toscana: 67 vittime da gennaio a dicembre

La regione conclude il 2025 in zona gialla. Firenze la provincia più colpita con 15 morti sul lavoro.

Morti sul lavoro in toscana: 67 vittime da gennaio a dicembre

Morti sul lavoro, “la Toscana conferma il posizionamento in zona gialla nella mappatura dell’emergenza, con un’incidenza di mortalità inferiore alla media nazionale. L’indice regionale si attesta a 30 morti ogni milione di lavoratori, contro una media nazionale di 33,3.

Il dato, pur collocando la regione in una fascia di rischio contenuto rispetto al resto del Paese, resta preoccupante: 67 vittime in un solo anno rappresentano un numero ancora troppo elevato. Inoltre, la presenza di province in zona rossa e arancione evidenzia forti criticità territoriali che richiedono interventi mirati, continui e non emergenziali.

La sicurezza sul lavoro resta una priorità da affrontare con politiche strutturali, formazione e controlli efficaci.” Commenta l’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, analizzando i dati aggiornati a dicembre sugli infortuni in Toscana.

Il rischio di morte provincia per provincia

Per individuare le aree più fragili d’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza Vega di Mestre elabora una mappatura del rischio basata sull’incidenza della mortalità. L’andamento della Toscana nel 2025 ha attraversato diverse fasi: la regione ha iniziato l’anno in zona bianca, per poi essere classificata da febbraio ad aprile in zona arancione e terminare il 2025 in zona gialla (ad esclusione di agosto, mese in cui era in zona arancione).

Oltre a fornire un quadro a livello regionale, l’analisi dell’Osservatorio mestrino si estende anche alle singole province, consentendo di individuare i territori dove il rischio risulta più elevato. Le due province toscane più critiche, in zona rossa, sono Massa-Carrara e Livorno caratterizzate da un indice di incidenza di mortalità rispettivamente di 49,7 e 49,5, ben superiore alla media nazionale di 33,3. Seguono Grosseto (40,4) in zona arancione; Siena (33,3), Arezzo (33,2), Pistoia (32,6), Prato (31,6) e Firenze (25,5) in zona gialla; Lucca (23,4) e Pisa (10,8) in zona bianca.

In termini assoluti, considerando gli infortuni mortali totali avvenuti in occasione di lavoro e in itinere, la maglia nera va a Firenze con 15 vittime; seguono: Livorno (10), Arezzo, Lucca e Pistoia (7), Massa-Carrara (6), Grosseto, Prato e Siena (4) e Pisa (3).

Firenze risulta inoltre al primo posto anche per gli infortuni mortali in occasione di lavoro con 12 decessi, seguita da Livorno (7), Arezzo (5), Grosseto, Lucca, Massa-Carrara, Pistoia, Prato e Siena (4), infine Pisa con una sola vittima.

I settori più colpiti nel 2025: costruzioni e attività manifatturiera

Da gennaio a dicembre 2025 il settore economico più colpito in Toscana coincide con quello maggiormente in difficoltà a livello nazionale: le Costruzioni, che registra 10 vittime.

Il settore dell’Attività Manifatturiera invece, veste la maglia nera per numero di denunce di infortunio, con 5.150 casi; seguita da Costruzioni (3.541) e Sanità (3.038).

Cos’è l’incidenza degli infortuni

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

A cosa serve la zonizzazione realizzata dall’osservatorio sicurezza e ambiente Vega

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale.

Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale.

Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.

Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale.