La Cassazione è intervenuta sul procedimento relativo all’incidente che, nel luglio 2017, costò la vita ad Alessio Graziani, 26 anni, giovane reatino morto lungo la via Salaria per L’Aquila. Dalla decisione della Suprema Corte non emerge alcuna attribuzione di responsabilità al ragazzo per la dinamica dello schianto.
Il procedimento riguarda F. P., condannato dalla Corte d’Appello di Roma a un anno di reclusione per omicidio colposo. Secondo l’impostazione accusatoria, l’automobilista avrebbe provocato l’incidente durante una manovra effettuata sulla via Salaria, nella quale rimase coinvolto il veicolo condotto da Graziani.
Il ricorso della difesa
La difesa dell’automobilista ha presentato ricorso, sollevando diverse questioni sulla ricostruzione dei fatti e sulla valutazione degli elementi raccolti nel procedimento. Tra gli aspetti sottoposti all’attenzione della Corte c’era anche la condotta di Alessio Graziani e l’eventuale incidenza che avrebbe potuto avere sull’esito dell’incidente.
La Suprema Corte, tuttavia, non ha affermato che il giovane abbia causato o contribuito a provocare lo schianto. Il richiamo alla sua condotta rientra nelle questioni sollevate dalla difesa e nella necessità di riesaminare correttamente gli elementi probatori e la dinamica dell’accaduto. Gli aspetti evidenziati dovranno quindi essere nuovamente valutati nel giudizio di merito.
La posizione della famiglia
Alla luce di alcune interpretazioni della sentenza, la famiglia di Alessio ha voluto ribadire che la responsabilità dell’incidente non fu del giovane. Il chiarimento è stato affidato a RietiLife, con l’obiettivo di precisare che la decisione della Cassazione non può essere letta come un’attribuzione di colpa a Graziani.
La morte del 26enne aveva profondamente colpito la comunità di Rieti. I funerali si svolsero a Villa Reatina, dove familiari, amici e numerosi cittadini si raccolsero attorno ai parenti del giovane. A distanza di anni, la vicenda giudiziaria resta concentrata sull’accertamento delle responsabilità del conducente e sulla ricostruzione della manovra.
Il pronunciamento della Cassazione non chiude dunque il caso nei termini di una responsabilità di Alessio Graziani. La sua condotta è stata esaminata nell’ambito dei rilievi difensivi, ma la Corte non ha stabilito che il giovane abbia avuto un ruolo causale nella tragedia. Il procedimento prosegue con la necessità di approfondire gli elementi indicati nella decisione.