Roberto Riseri, titolare insieme al fratello di un agriturismo nel Cremasco, aveva appena lasciato il Nepal dopo un viaggio in solitaria quando, durante lo scalo a Dubai, ha appreso della devastazione provocata dalle inondazioni. Sul telefono sono comparse le immagini di villaggi e strade travolti dall’acqua, luoghi che aveva visitato e che lo avevano accolto fino a pochi giorni prima.
La notizia ha suscitato in lui forte preoccupazione, accompagnata dalla consapevolezza di essere riuscito a lasciare il Paese poco prima degli eventi più gravi. Riseri ha raccontato di aver provato una sensazione di pericolo scampato, pensando alle comunità incontrate durante il viaggio e ai territori che aveva appena attraversato.
Il rischio durante la stagione dei monsoni
Nel corso della permanenza, il viaggiatore aveva comunque sperimentato direttamente la rapidità con cui le condizioni meteorologiche possono cambiare. In una giornata trascorsa in montagna, una perturbazione monsonica lo aveva colto di sorpresa: in pochi minuti, ha spiegato, le strade si erano trasformate in fiumi e torrenti in piena, rendendo difficile e rischioso proseguire.
Quell’esperienza lo aveva spinto a modificare il programma iniziale. Riseri ha iniziato a controllare con maggiore frequenza le previsioni e a verificare in anticipo quali fossero i luoghi più sicuri da raggiungere. La fragilità delle infrastrutture nepalesi, con strade in alcuni casi sterrate, aumenta infatti i rischi durante la stagione dei monsoni e può rendere necessario rinunciare a una tappa per mettersi al sicuro.
I controlli della Farnesina
Mentre si trovava in volo, i suoi familiari sono stati contattati dall’Unità di crisi della Farnesina, che ha verificato le sue condizioni. Riseri era al sicuro e ha colto l’occasione per invitare chi viaggia da solo a utilizzare l’applicazione Viaggiare Sicuri, inserendo i propri dati e le informazioni utili per essere rintracciabili in caso di emergenza.
Il racconto si conclude con un pensiero rivolto alla popolazione locale. Riseri ha descritto il popolo nepalese come accogliente e disponibile, esprimendo rammarico davanti alle immagini di una terra che considera meravigliosa, ma anche esposta all’imprevedibilità dei fenomeni legati ai monsoni.