Mistero dell’Epifania: Gesù Bambino “rapito” dalle mangiatoie di Castelnuovo Nigra. Amara scoperta nel giorno dell’Epifania: in sei presepi delle natività diffuse nel borgo montano le mangiatoie sono state trovate vuote. La denuncia arriva dalla comunità salesiana.
Mistero dell’Epifania: Gesù Bambino “rapito” dalle mangiatoie
A Castelnuovo Nigra, l’Epifania ha portato via tutto… tranne i Re Magi. A sparire, infatti, sono stati sei Gesù Bambino, “rapiti” dalle mangiatoie di altrettanti presepi allestiti nel centro storico del paese, visitabili fino al 25 gennaio in occasione della festa patronale di San Sebastiano.
La scoperta è avvenuta proprio il 6 gennaio, giorno simbolo per eccellenza della manifestazione del Divino: mentre i Magi arrivavano dall’Oriente, in sei presepi su 88 le mangiatoie si presentavano clamorosamente vuote. Un’assenza impossibile da ignorare e difficile da spiegare, che ha lasciato senza parole Salesi e cittadini.
I rapimenti
Il primo “ammanco” è stato notato nella cappella di San Vittore, ma ben presto ci si è resi conto che non si trattava di un episodio isolato: in diverse zone del paese qualcuno aveva deliberatamente sottratto le statuette del Bambin Gesù. Un’azione ripetuta, mirata e tutt’altro che casuale, che ha privato le rappresentazioni del loro cuore simbolico.
Il presepe, con quella figura fragile e indifesa adagiata nella paglia, è una delle immagini più potenti e amate della tradizione cristiana e popolare. Una scena di tenerezza e speranza, nata dall’intuizione di San Francesco d’Assisi, capace ancora oggi di parlare anche a un mondo disincantato. Ed è proprio questo che rende il gesto ancora più incomprensibile: togliere il Bambino significa svuotare il presepe del suo senso più profondo.
Da tre anni Castelnuovo Nigra ha scelto di trasformarsi in un grande presepe diffuso, grazie all’impegno di tanti volontari che, spesso al freddo, raccolgono muschio, costruiscono scenografie, allestiscono stalle e case in miniatura. Un lavoro paziente e condiviso, cresciuto di anno in anno, che quest’atto ha finito per colpire e mortificare.
Un gesto spregevole
“Un gesto spegevole”, così Nadia Bontempo, dell’Associazione Storico Culturale affiliata alle Stellette del Canavese nel dare la notizia: «Fin dalla prima edizione, anno di inizio della guerra in Ucraina, si è voluto richiamare il messaggio di mitezza e tenerezza di quel fragile bimbo nella mangiatoia con il nostro slogan “Fare i presepi, non fate la guerra”. Questo gesto così spregevole che ha avuto il solo senso di deturpare un’immagine così straordinaria, così alta come la nascita di un bimbo e di quel bimbo ci ha lasciti feriti e sdegnati. Quelle mangiatoie vuote sono un oltraggio anche per i tanti bimbi che, tragicamente, ancora, in ogni parte del mondo nascono nel bisogno, nella povertà, nella violenza. Vogliamo sperare che i nostri Gesù Bambini tornino al loro posto. Ma anche se ciò non accadrà, saremo ancora qui a raccontare quella storia, come ci ha insegnato San Francesco, ancora e ancora e ancora».
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