Rimini (RN)

Matrimonio fittizio a Rimini, 31enne verso il processo

Secondo l'accusa, la giovane sarebbe stata manipolata per garantire a uno straniero la permanenza in Italia.

Una 31enne riminese rischia il processo con l’accusa di induzione al matrimonio. Secondo la Procura, la donna avrebbe approfittato della fragilità psicologica della convivente, una 21enne di Rimini affetta da disturbo depressivo, per spingerla a sposare uno straniero e consentirgli di ottenere i benefici legati alla permanenza in Italia.

La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata dalla giovane ai carabinieri. La 21enne avrebbe raccontato di essere stata manipolata dalla compagna, alla quale era legata sentimentalmente, e di aver compreso solo in seguito la natura dell’operazione. L’indagine è stata condotta dai carabinieri di Rimini su delega del pm Luca Bertuzzi.

Le nozze celebrate in Comune

Il matrimonio si è celebrato il 20 maggio 2025 in Comune a Rimini. Per gli inquirenti si sarebbe trattato di un’unione fittizia, organizzata per favorire lo straniero. La 31enne, sempre secondo l’accusa, avrebbe partecipato alla cerimonia in qualità di testimone, con il compito di verificare che tutto procedesse senza difficoltà.

Nell’ambito degli accertamenti è emerso inoltre che alla 21enne risultava intestato un conto corrente collegato a una carta di pagamento. Attraverso quella carta sarebbero state commesse piccole truffe. Gli investigatori avrebbero poi ricostruito una situazione personale caratterizzata da forte vulnerabilità e da condizioni di vita particolarmente difficili.

Le condizioni della giovane

La ragazza sarebbe stata costretta in più occasioni a dormire per strada o in luoghi di fortuna. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stata inoltre isolata sistematicamente dalla famiglia e dalle amicizie, fino a trovarsi in una condizione di dipendenza dalla convivente.

La contestazione riguarda l’articolo 558 bis del Codice penale, introdotto con il cosiddetto Codice rosso, che punisce chi costringe o induce un’altra persona a contrarre matrimonio o unione civile. La 31enne avrebbe agito, secondo l’accusa, anche in concorso con un uomo che non è stato ancora identificato.

Al termine delle indagini, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio della donna, difesa dall’avvocata Chiara Ciliberti del foro di Bologna. L’udienza preliminare è stata fissata dal gup Alessandro Capodimonte per il 31 marzo 2027. La giovane, parte offesa nel procedimento, è assistita dall’avvocato Andrea Vandelli del foro di Modena.