Milano (MI)

L’ultimo abbraccio di Milano a Chiara e Achille, il dolore della città riempie due chiese

Parole, musica e preghiere per trasformare il dolore in memoria, applausi, lacrime e migliaia di giovani per l’ultimo addio ai due sedicenni morti nella tragedia di Crans-Montana.

L’ultimo abbraccio di Milano a Chiara e Achille, il dolore della città riempie due chiese

Milano si è fermata per Chiara Costanzo e Achille Barosi. Nello stesso pomeriggio, a poca distanza l’una dall’altra, due chiese simbolo della città hanno accolto il dolore di famiglie, amici e di un’intera comunità colpita dalla tragedia avvenuta nella notte di Capodanno nel locale Constellation di Crans-Montana, in Svizzera.

Due chiese gremite, un solo lutto: Milano saluta Chiara e Achille

MILANO – Davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, una grande corona di fiori riportava una frase tratta da Il piccolo principe: “Quando guarderai il cielo, la notte, sarà come se tutte le stelle ridessero”. Un messaggio scelto per ricordare Chiara, sedici anni, e accompagnare l’ultimo saluto alla giovane studentessa milanese.

La celebrazione dei funerali alla basilica di Santa Maria delle Grazie (foto Mianews)

Il feretro è arrivato alle 14.45, accolto da un lungo applauso delle centinaia di persone radunate sul piazzale e all’interno della chiesa gremita. La bara, semplice, in legno chiaro, era sormontata da rose bianche. Attorno, tanti ragazzi: compagni di scuola, amici, coetanei. Subito dietro, stretti in un abbraccio, i genitori di Chiara.

La celebrazione dei funerali alla basilica di Santa Maria delle Grazie (foto Mianews)

Poco prima dell’inizio della cerimonia sono giunti anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che si è fermato a parlare con la famiglia. «È giusto essere qui, stringersi insieme», ha detto. «Dobbiamo arrivare alla verità su quanto accaduto e imparare da tragedie come questa. La sicurezza deve essere una priorità».

Il ricordo di familiari e amici al funerale di Chiara

Sono tanti i ricordi commossi di familiari e amici ai funerali di Chiara Costanzo nella Basilica di Santa Maria delle Grazie. Tra loro ha preso la parola la sorella Elena: “Sono così arrabbiata che sei stata portata via dalla vita a sedici anni, non dovevi nemmeno essere lì dovevi andare da un’altra parte, avevi programmi per fare anni all’estero – ha detto – . Volevi viaggiare e ti prometto che farò io questi viaggi per te. Sono arrabbiata perché così se ne va una parte del mio cuore. E adesso sento un vuoto. Tutti i miei traguardi li dedicherò a te”.

 

Il padre di Chiara: “Abbiamo tutti sete di verità, non deve più succedere”

“Ricordiamoci di fare rivivere Chiara, come gli altri giovani, in un mondo pieno perché Chiara aveva voglia di vita è stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni, ma nessun ragazzo deve farlo. L’Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, però adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è. Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più”: così Andrea Costanzo, padre di Chiara, prima dell’inizio del funerale della ragazza nella Basilica di Santa Maria delle Grazie.

Sul sagrato, il padre della giovane, assieme all madre, è stato salutato dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara e dal prefetto Renato Saccone. Valditara si è fermato a lungo a parlare con i genitori della giovane. “Un dolore fortissimo voglio esprimere il mio profondo cordoglio, sono molto molto scosso”, aveva detto poco prima ai giornalisti

Lo zio Piero ha chiesto invece giustizia

“Avevi un profondo senso di correttezza e giustizia e siccome sei stata vittima di una strage assurda e ingiusta ed evitabile, se si fossero adottate le più semplici misure di sicurezza, ti prometto che faremo di tutto con papà e mamma per darti la giustizia che meriti”.

Tra gli altri ricordi quello di un’ insegnante: “Ricordo le tue domande piene di curiosità quando raccontavo le guerre tra greci e persiani. Avevi un alto senso di giustizia. Non c’è stata lezione in cui non abbia sentito la tua presenza solare”. E quello di una compagna di ginnastica: “Sarai per sempre un’amica e il tuo ricordo sarà grande esempio per noi. Per sempre saremo la tua squadra”.

Dopo la cerimonia il feretro è rimasto a lungo sul sagrato per le tante persone che hanno voluto dare un saluto alla giovane e ai suoi familiari.

La senatrice a vita Liliana Segre: “Senza parole, insopportabile il dolore per la perdita di un figlio”

“Non ho parole per i genitori: si può sopportare da figlia, ma non da madre”: così la senatrice a vita Liliana Segre lasciando la Basilica di Santa Maria delle Grazie dove ha partecipato ai funerali di Chiara Costanzo.

L’addio in Sant’Ambrogio ad Achille Barosi

Contemporaneamente, nella basilica di Sant’Ambrogio, Milano rendeva omaggio ad Achille Barosi. Ad accogliere il feretro, anche in questo caso in legno chiaro e accompagnato da una corona di rose bianche, è stato l’abate Carlo Faccendini, che ha officiato la cerimonia.

L’ingresso del feretro a Sant’Ambrogio (Foto Mianews)

All’interno della basilica si sono raccolte circa tremila persone, tra cui il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la vicesindaca Anna Scavuzzo. Moltissimi i giovani, arrivati da tutta la città.

Sul sagrato, due corone di fiori lasciate dagli amici: una firmata dai compagni di scuola, l’altra con una semplice scritta, “Ti vogliamo bene”. Presente anche un picchetto d’onore dei vigili del fuoco del comando provinciale di Milano.


Durante l’omelia, don Alberto Rivolta, che ha concelebrato insieme all’abate Faccendini, ha ricordato Achille come un ragazzo “forte e determinato, ma di una gentilezza rara”, capace di ascoltare se stesso e gli altri. “Amava Pasolini, costruiva presepi già a novembre. Era un leader sensibile alle cose vere della vita. Attraverso di lui stiamo imparando di nuovo a volerci bene”.

L’ultimo saluto con la canzone di Achille Lauro

All’uscita del feretro, sul quale è stata posta una foto del ragazzo e un mazzo di rose bianche, fuori dalla basilica verso il carro funebre è stato accolto da applausi. Dopo le campane, prima della partenza del carro, sono risuonate le note di ‘Perdutamente’ di Achille Lauro, una delle canzoni preferite del ragazzo e di sua madre.

Le parole della madre

Poi le parole della madre, affidate alla voce spezzata dall’emozione: “Per volare hai scelto il tuo posto del cuore, le tue montagne, il luogo più vicino a Dio. Tu, insieme ai tuoi amici, ci avete insegnato cosa sono il coraggio e l’amore. – ha proseguito la madre -. Oltre all’orrore che ho toccato con mano e sentito, ho visto la vostra enorme purezza. Hai solo sedici anni e mezzo ma eri molto più maturo e capivi tutto. Avevi la fierezza di un vero italiano, sapevi tutto sulla Mafia e sul Codice Penale tanto che non sapevi ancora se fare l’architetto o il giudice. Sii fiero del tuo Paese quanto lo sono io. Sei libero, vola amore io, hai delle ali luminosissime e saprò vederti. Mamma tua per sempre”.

Il ragazzo anche il padre Nicola

“Oggi il destino crudele mi ha strappato la cosa più preziosa che avevo, con una violenza estrema. Mi sono completamente smarrito e svuotato, tutto mi appare diverso. Quel marciapiede non sarà più lo stesso. Quella fermata del tram numero 1 non sarà più la stessa. Insomma un bel casino. Al tempo stesso mi sento di dirti che insieme abbiamo scritto un bellissimo libro di cui ricordo e ricorderò ogni singola pagina, riga e parola. Il momento più bello della giornata forse era quando, dopo la sveglia e la colazione, venivi nel nostro letto abbracciandoci per poi addormentarti ancora una ventina di minuti. Da papà posso ritenermi fortunato e privilegiato avendoti visto crescere. E soprattutto aver potuto crescerti insieme a mamma: ci siamo arricchiti a vicenda giorno dopo giorno”, ha concluso il papà.

Un ultimo racconto intimo, quello del cane di famiglia che ha strappato un disegno lasciandolo sotto la scrivania, «il suo modo dispettoso, come te, di salutarti». E infine l’addio: «Sei libero. Vola, amore mio. Hai ali luminosissime. Mamma, tua per sempre».

Due funerali, due chiese, una città intera unita nello stesso silenzio. Un dolore che chiede verità, ma anche la forza di non dimenticare.