Forli' (FC)

Liste d’attesa, l’Ausl replica alle accuse di Forza Italia

Francesco Sintoni chiarisce i criteri per il monitoraggio e ricostruisce alcuni casi contestati

L’Ausl Romagna replica alle accuse di Forza Italia sui tempi delle liste d’attesa. A intervenire è Francesco Sintoni, direttore del distretto sanitario e, ad interim, dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, che ha risposto alle testimonianze presentate dagli esponenti del partito durante una conferenza stampa.

Sintoni riconosce che il problema dei tempi non può essere negato, ma contesta alcune ricostruzioni. Secondo il direttore, ai cittadini sarebbero state fornite informazioni non corrette, con il rischio di alimentare ulteriori disservizi e un clima di ostilità nei confronti dei professionisti sanitari. L’obiettivo della replica è quindi chiarire, caso per caso, le ragioni per cui alcune richieste risultano evase in tempi considerati troppo lunghi.

Come vengono calcolate le attese

Il calcolo dei tempi viene effettuato attraverso la piattaforma gestita dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Il sistema considera i giorni compresi tra la richiesta di prenotazione e la prima disponibilità proposta al cittadino. L’appuntamento può essere fissato in una delle strutture del territorio di riferimento, generalmente quello dell’azienda sanitaria.

Se l’utente rifiuta la prima data disponibile, la prenotazione viene esclusa dal monitoraggio. La regola, spiega Sintoni, serve a evitare che preferenze legate alla struttura o alla data scelta modifichino la rappresentazione delle prestazioni effettivamente garantite dalla rete sanitaria.

I casi citati nella replica

Tra gli esempi viene richiamata la vicenda di una paziente che avrebbe rifiutato una visita oculistica alla casa di cura Montanari di Morciano, disponibile il 5 ottobre 2026, preferendo un appuntamento nel gennaio 2028 all’ospedale Morgagni. Una situazione analoga, secondo l’Ausl, riguarderebbe una visita otorinolaringoiatrica e un esame audiometrico tonale: le disponibilità indicate erano il 25 luglio 2026 a Punta Marina e il 27 luglio 2026 a Lugo, ma sarebbero state respinte. In questi casi, la prenotazione è stata esclusa dal sistema di garanzia. Sintoni aggiunge che l’esame audiometrico può essere svolto direttamente durante la visita specialistica oppure prenotato attraverso percorsi interni, qualora se ne ravvisi la necessità.

Un altro episodio riguarda la densitometria ossea. L’esame rientra nei Livelli essenziali di assistenza solo in condizioni specifiche, tra cui precedenti fratture patologiche o patologie associate al rischio di osteoporosi secondaria. Nel caso esaminato, la prescrizione riportava il quesito clinico "osteoporosi classe 1", ritenuto non sufficiente per rientrare nelle fattispecie indicate. La paziente, inoltre, aveva già effettuato una densitometria nel maggio 2025 e un’altra nel luglio 2026. L’Ausl ricorda che l’esame viene generalmente indicato a distanza di almeno 18-24 mesi e in presenza delle condizioni previste.

La replica riguarda anche l’ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici. Sintoni afferma che le agende dell’ospedale sono aperte, pur ammettendo che per alcune prestazioni i tempi non siano congrui, e invita chi lo accusa di aver dichiarato il falso a verificare la situazione in direzione. Infine, il caso di un paziente che lamentava l’attesa per una visita oculistica riguarderebbe in realtà una tomografia a coerenza ottica, esame diagnostico di secondo livello solitamente prescritto dallo specialista a completamento della visita e non incluso tra le prestazioni monitorate dalla piattaforma.

In conclusione, il direttore dell’Ausl ribadisce che le criticità esistono e devono essere affrontate con soluzioni adeguate. Al tempo stesso, chiede che il tema non venga utilizzato in modo strumentale per alimentare lo scontro politico o per colpire i professionisti che operano nelle strutture sanitarie.